Partecipata la fiaccolata di Amnesty International per chiedere verità per Giulio Regeni

Oltre un centinaio di persone sabato sera ha percorso le vie del centro. Durante la manifestazione letta la lettera dei genitori: «Non dimentichiamo la violazione dei diritti umani»

Il corteo di sabato sera a Lecco

Nutrita partecipazione sabato 25 gennaio a Lecco alla fiaccolata organizzata da Amnesty International per ricordare a quattro anni di distanza il rapimento in Egitto e l'uccisione a seguito di terribili torture di Giulio Regeni, giovane ricercatore italiano, e per chiedere che si facciano passi concreti per arrivare alla verità su ciò che è accaduto.

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Oltre un centinaio di persone ha percorso le vie del centro partendo dalla piazza antistante il Municipio e fermandosi per una prima sosta in piazza Cermenati dove il responsabile del Gruppo lecchese di Amnesty International, Giovanni Vassena, ha letto un breve comunicato nel quale Amnesty International evidenzia quanto sia stata ostacolata in questi anni la ricerca della verità su quello che ha tutte le evidenze di un "delitto di stato", uno come tante altre centinaia di casi avvenuti in Egitto (500 nel solo anno di Giulio Regeni). La fiaccolata è proseguita quindi completando un percorso ad anello con un'ulteriore sosta alle 19.41, ora in cui c'è stato l'ultimo contatto con Giulio in vita, durante la quale è stata letta una lettera di ringraziamento dei genitori di Regeni ed è stato osservato un minuto di silenzio.

Alla fiaccolata hanno aderito Arci Lecco e Sondrio e Cgil Lecco e ha partecipato anche un gruppo di "Sardine" provenienti dal proprio raduno.

«Amnesty International - è stato spiegato - non smetterà mai di chiedere verità sull'uccisione di Giulio Regeni e di chiedere che l'Egitto, e qualunque altro Stato, non calpesti i diritti fondamentali dei propri cittadini».

La lettera dei genitori di Giulio Regeni

Fiumicello, 25 gennaio 2020

Buona sera,
siamo Paola e Claudio, i genitori di Giulio Regeni il giovane ricercatore italiano, dottorando presso l’università di Cambridge, sequestrato al Cairo il 25 gennaio del 2016 e poi, torturato, ucciso e ritrovato cadavere il 3 febbraio 2016.
Anche per questo quarto anniversario desideriamo esprimere il nostro sentito ringraziamento ad Amnesty International e a tutte le persone che partecipano agli eventi nelle varie piazze, illuminandole, sia in Italia che all’estero.
Il 25 gennaio è una data importante per non dimenticare la violazione dei diritti umani.
Grazie a tutti voi per il sostegno, vicinanza e resistenza, mentre percorriamo assieme il faticoso cammino, ormai da quattro anni, alla ricerca di verità e giustizia per Giulio.

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Paola e Claudio

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