Faggi nella bufera dopo il "no" al Ddl Zan. Lei: «Non devo chiedere scusa a nessuno»

La senatrice lecchese martedì ha parlato in Senato della sua posizione rispetto alla norma sull'omotransfobia ed è stata tacciata di surrealismo. Il giorno seguente ha ribadito la propria contrarietà

«Se Dio ci avesse voluto diversi ci avrebbe dato strumenti per cambiare sesso»: sono queste le parole che hanno scatenato la bufera intorno alla senatrice lecchese della Lega Antonella Faggi, già sindaco di Lecco dal 2006 al 2009, quando cadde la Giunta e furono necessarie nuove elezioni. La Faggi, intervenuta martedì a Palazzo Madama, ha detto "no" al Ddl Zan ed espresso le sue motivazioni durante l'intervento in aula: «Penso che avere buon senso significhi legiferare nel rispetto di tutti i cittadini. Ed in questa logica ci sta anche il rispetto per la persona che alla mattina vuol portare la gonna e la sera si vuol mettere i pantaloni e i tacchi. Di questo comportamento a noi non deve interessare assolutamente niente. L'importante è che sia garantita la sicurezza e la decenza per tutti, nessuno escluso. Senza il rispetto di tutti finiremo per essere noi a creare le differenze e le discriminazioni. Saremo noi stessi a creare le diversità. Se il Signore ci avesse voluto così molteplici, così diversi, avrebbe fatto in modo che da soli potessimo cambiare il nostro sesso e il nostro modo di fare. Ci avrebbe dato degli strumenti per modificarci. Noi siamo come Dio ci ha fatto e non dobbiamo spingerci oltre la natura. Aiutarci va bene, disciplinarci pure, ma non dobbiamo andare oltre quello che ci è stato consentito. Se questo avvenisse significherebbe perdere il concetto di essere umano».

«Chiedo scusa solo al Signore»

La senatrice, nella giornata di mercoledì, è tornata sull'argomento e ha ribadito la propria posizione: «Io non mi sento di chiedere scusa a nessuno, l'unico a cui posso chiedere scusa è il Signore - ha detto all'AdnKronos -. Siamo sotto questa volta celeste e se Dio ci avesse voluto "altalenanti" ci avrebbe fatto in modo divers. Se ieri avessero ascoltato tutto il mio discorso, le mie parole avrebbero avuto significato pieno e non "surreale", come qualcuno ha detto. Per quanto mi riguarda ognuno può avere qualsiasi orientamento sessuale, come religioso e l'importante è tutelare tutti quando avvengono gravi episodi, al di là di sesso e fede».

«Certo - ha aggiunto - se prendi due parole da un discorso articolato e fai un titolo quanto detto può sembrare surreale, ma non lo è. Ho chiarito all'inizio del mio intervento che qualsiasi forma di discriminazione deve essere azzerata, vanno tutelati tutti, perché non ci sono cittadini di serie A e B». La leghista punta a una educazione "etica": «Ho depositato un ddl per l'Ethos, è quello il concetto che va insegnato dall'età infantile», ha aggiunto ancora, sottolineando come invece questo non avvenga con il Ddl Zan, «perché va bene sensibilizzare anche i bambini, ma bisogna per prima cosa insegnare l'etica, il rispetto del corpo e di tutto, poi si possono fare altri passi avanti. Mi attaccano perché ho toccato un nervo scoperto. Touché e qualcuno non sa come rispondere, perché non ci si può spingere oltre il buon senso». Il discorso si chiude con il ruolo di Dio: «Non è possibile disciplinare la nostra natura, vanno disciplinate le cose che servono a tutelarci, non ci possiamo permettere di entrare nel merito di chi in alto ci ha fatto».

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