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La Fondazione Lavello sull'incontro con Vannacci: "Giusto concedere la sala"

Il Cda guidato da Monteleone, criticato per l'ok all'utilizzo del monastero: "Rispettati i principi di libertà di espressione e democrazia, valori che sono parte del nostro Codice etico e della nostra identità istituzionale. No a strumentalizzazioni politiche"

"In seguito alle recenti controversie relative all'evento di presentazione del libro 'Il mondo al contrario' del generale Roberto Vannacci, il Consiglio di amministrazione della Fondazione del Monastero di Santa Maria del Lavello, ritiene di dover fornire un chiarimento essenziale riguardo a diverse inesattezze e dichiarazioni erronee circolate in merito all'evento in questione".

Inizia con queste parole il comunicato stampa diramato nelle scorse ore dal Consiglio di amministrazione della fondazione di Santa Maria del Lavello, guidato dal presidente Roberto Monteleone, a seguito della presentazione del discusso libro del generale Roberto Vannacci al Lavello. Un'iniziativa che si è svolta nelle serata di martedì 17 ottobre e che ha registrato il tutto esaurito, sollevando allo stesso tempo critiche e polemiche con esponenti dell'opposizione e delle associazioni che hanno chiesto le dimissioni di Monteleone e accusato Comune e Provincia di "aver fatto spallucce" rispetto alla "grave scelta" di concedere il via libera all'utilizzo del Lavello per l'incontro con l'autore.

"Negli anni un'ampia varietà di eventi, nel rispetto delle normative vigenti"

"Desideriamo innanzitutto sottolineare che la Fondazione, coerente con la sua lunga storia e il suo impegno verso la promozione della cultura, del dialogo e della libera espressione, gestisce spazi che, pur essendo parte di un complesso di significativa rilevanza storica e culturale, non sono classificabili come 'luoghi sacri'. Questa distinzione è fondamentale, poiché ci ha permesso - negli anni - e, ci permette di ospitare una varietà di eventi, inclusi matrimoni civili, unioni civili, incontri politici, conferenze di varia natura e riunioni di associazioni, sempre nel pieno rispetto delle leggi vigenti e della nostra missione istituzionale".

"In relazione all'evento specifico oggetto di discussione, desideriamo precisare che il Consiglio di amministrazione ha seguito con diligenza e scrupolo tutte le procedure standard di verifica previste dal nostro protocollo - precisa inoltre il Cda - Non essendo emersi elementi che potessero suggerire censure, limitazioni o restrizioni sulla presentazione del libro in oggetto, e in assenza di contravvenzioni alle normative vigenti, la fondazione ha ritenuto appropriato concedere lo spazio per l'evento, in linea con la sua prassi consolidata. Riguardo alle critiche mosse verso la fondazione circa un'asserita violazione del proprio Codice etico, il Consiglio di amministrazione respinge con decisione tali affermazioni".

"La nostra Fondazione, nel corso della sua esistenza, si è sempre distinta per la salvaguardia dei principi di libertà di espressione e democrazia, valori che sono intrinsecamente parte del nostro Codice etico e della nostra identità istituzionale. Concludiamo ribadendo che qualsiasi limitazione alla libertà di espressione può essere determinata unicamente dalla Costituzione e dalla normativa vigente. La fondazione del Monastero di Santa Maria del Lavello si dissocia con fermezza da ogni tentativo di politicizzazione delle sue decisioni e delle sue attività, e rimane impegnata nella sua missione di promuovere spazi di dialogo aperto e costruttivo, nel rispetto delle leggi e del suo Codice etico".

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