Domenica, 24 Ottobre 2021
Attualità Mandello del Lario / Piazza IV Novembre

Il "miele del lago" di Salvatore premiato tra i migliori d'Italia

Il mandellese Astorino ha ricevuto per il secondo anno consecutivo le Due Gocce d'Oro per il suo miele di castagno, "vero simbolo del territorio. Produco nel Lecchese perché è un ambiente sano rispetto alla pianura"

Il suo miele è tra i migliori d'Italia, come dimostrano i numerosi premi ricevuti. E la sua non è una semplice passione, ma un vero e proprio atto d'amore verso le api e il territorio lariano. Salvatore Astorino, mandellese, ha appena ricevuto per il secondo anno consecutivo le Due Gocce d'Oro, prestigioso riconoscimento organizzato dall'Osservatorio Nazionale Miele.

Sugli scudi il suo miele di castagno, insieme a quello di tiglio fra i più caratteristici del Lecchese. "La passione per il miele nasce da bambino, ho iniziato a fine anni Novanta come hobby con i primi alveari - racconta Salvatore - e piano piano sono cresciuto. Nel 2012 ho aperto l'azienda a titolo semiprofessionale perché era la mia seconda attività, dal 2016 sono apicoltore professionista e svolgo questo come lavoro principale". Il mandellese può contare su 250 alveari per la produzione, alla quale affianca l'allevamento di api regine, esportate in tutta Italia e a livello europeo.

Castagno e tiglio costituiscono la parte più importante dei suoi mieli. "Sono molto legato al territorio ed è sempre stata una scelta mia produrre qui, dunque il mio è il vero 'miele del lago' - confida - Coltivo l'acacia in alta Brianza ma gli altri miei prodotti, castagno, tiglio e millefiori arrivano da colture del lago". Astorino lavora il miele ad Abbadia nel laboratorio di Via nazionale, mentre la rivendita è in Piazza IV Novembre a Molina, frazione di Mandello.

"Il miele è ormai un ingrediente richiesto"

"Il 95% della clientela è mandellese - spiega - ma c'è chi arriva da fuori e persino da Milano, grazie al tam-tam dei social e dei premi ricevuti. C'è molta attenzione al rapporto diretto con il produttore grazie alla volontà di avere le giuste informazioni riguardo il prodotto. L'apicoltura è un'attività che ha ancora bisogno di essere conosciuta a fondo dalle persone, che però negli ultimi dieci anni hanno iniziato ad apprezzare di più il miele. Non viene più visto come un rimedio naturale bensì come un ingrediente da utilizzare in cucina, ed è entrato ormai nell'uso comune".

Nel 2020 il suo castagno ricevette le Due Gocce d'oro a Castel San Pietro Terme, concorso in cui vengono valutati tutti i mieli nazionali, e la Rosa camuna d'argento a livello regionale. Quest'anno sono arrivate ancora le due Gocce d'oro a Bololgna. "Nel 2021, a causa delle bizze del clima, riuscire a ottenere mieli monoflora da concorso non è stato semplice, c'è stata una buona tecnica di lavorazione e sono molto soddisfatto". Sempre con il castagno, "il più richiesto perché qui sopravvive la tradizione legata al passato, è una presenza fissa. Però anche il tiglio, l'altro vero miele del lago, è apprezzato. A seguire il millefiori e l'acacia".

"Le api purtroppo stanno scomparendo"

Le vicissitudini, per gli apicoltori, non mancano. "È un settore in cui i problemi sono numerosi e difficili da risolvere - prosegue Astorino - Le api stanno scomparendo e stagioni come queste, con primavere perturbate ed estati torride, stanno rendendo la gestione degli alveari complicate. Senza l'aiuto degli apicoltori le api non ci sarebbero più. I cambiamenti climatici sono sempre più evidenti e noi lo vediamo sul campo, cose che fino a dieci anni fa non esistevano. Cogliamo le differenze che le api sono costrette a patire: non hanno più un ciclo di sviluppo naturale come prima e subiscono inoltre l'utilizzo sempre più massiccio di pesticidi. Il 95% del mio allevamento è dislocato dall'alta Brianza fino alla Valtellina, principalmente sul lago perché è un ambiente sano rispetto alla pianura dove ci sono colture intensive, o alle grandi città dove vengono impiegati pesticidi e agenti chimici contro le zanzare e per il trattamento di siepi ornamentali. Certo, il lago ti offre un range di produzione breve, da metà maggio a fine luglio, ma ciò che si riesce a produrre è di ottima qualità". I premi delle associazioni del settore lo dimostrano.

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