Sabato, 20 Luglio 2024
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I Piani Resinelli: una storia fatta di uomini e rocce

I Piani dei Resinelli: un patrimonio geologico incontrastato, con una storia fatta di uomini e rocce

I Pian dei Resinelli sono adagiati ai piedi della Grignetta, tra i 1200 e i 1300 metri d’altitudine, e si estendono sui comuni di Abbadia Lariana, Mandello del Lario, Ballabio e Lecco. Grazie alla loro posizione privilegiata sul Lago di Como, si può godere di viste incontrastate che vanno dalle Alpi Retiche al Monte Rosa, dominando il ramo di Lecco del Lago di Como ed i Laghi Briantei.

Passerella Panoramica ai Piani Resinelli, credito fotografico: Gowildescapes-2

Le prime notizie risalgono al XVII secolo quando i Piani venivano utilizzati dalla famiglia Alippi come alpeggio. Nel 1830 la famiglia Resinelli vi costruì un roccolo di caccia, e dal 1930 questo divenne il nome della località. Sulla fine del XIX secolo si costruiscono i primi rifugi: nel 1899 quello della Società Escursionisti Milanesi e nel 1911 il rifugio Carlo Porta e nel 1917 venne costruita la chiesetta progettata dedicata al Sacro Cuore.

All'inizio del XX secolo con la diffusione dell'alpinismo e del turismo nasce l'esigenza di collegare attraverso una strada carrabile i Piani, allora raggiungibili con mulattiera, al fondovalle. Il primo progetto, realizzato dall'ingegnere Naco Guzzi, risale al 1915, ma l'inaugurazione della Strada Consortile Ballabio - Piani Resinelli arriva il 7 ottobre 1936. La strada, che era di proprietà di un consorzio costituito dai quattro comuni di Ballabio, Abbadia Lariana, Mandello del Lario e Lecco, rimane a pedaggio sino al 1980. La realizzazione della strada fu determinante per l’ulteriore sviluppo turistico dell’area che vide la costruzione di rifugi, alberghi, case vacanza e impianti sciistici.

Nel febbraio 1913 la SEL (Società Escursionisti Lecchesi) vi organizzò i primi campionati sciistici italiani e in seguito venne realizzato anche un trampolino per il salto con gli sci, successivamente smantellato.

Alla fine degli anni 50 sorsero i primi impianti di risalita; in pochi anni vennero aperti tre impianti: gli skilift Coltignone, Baby e la manovia Campo Scuola. Negli anni 80 il progressivo calo di presenze e la sempre minor quantità di neve portarono in difficoltà economica i gestori degli impianti sciistici, che vennero così abbandonati.

Cartolina d’epoca dei Piani Resinelli

I Piani Resinelli, inoltre, sono un vero e proprio patrimonio geologico. Infatti, nell’interno del massiccio su cui sono adagiati i Piani, per secoli, furono scavati chilometri di gallerie per l’estrazione di varie tipologie di minerali di piombo, i quali sono stati base importante per lo sviluppo siderurgico Lecchese (leggi anche: “Il Parco Minerario dei Piani Resinelli: una storia fatta di sfide quotidiane tra l'uomo e la roccia”).

L’unicità geologica e paesaggistica dei Piani Resinelli, ne fanno da sempre una meta privilegiata per escursionisti ed appassionati rocciatori, i quali trovano tra le guglie di queste montagne un banco di prova sempre impegnativo ed interessante.

Piani Resinelli credito fotografico Stefano Poma

La Grignetta, di fama alpinistica internazionale, attira, infatti, in ogni stagione moltitudini di alpinisti che risalgono i suoi innumerevoli torrioni. Negli anni essa è divenuta luogo preferito di grandi nomi dell’alpinismo come Riccardo Cassin, Walter Bonatti e Carlo Mauri, i quali tracciarono molte delle vie di roccia percorribili ancora oggi.

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