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Coronavirus, in Lombardia tamponi anche a chi è solo "monosintomatico"

Lo ha detto il governatore Fontana: «Negli ultimi giorni anche chi ha un solo sintomo, o febbre o raffreddore o tosse, può essere sottoposto a tamponatura»

«In una regione come la Lombardia, dove l'incidenza è molto alta, qualsiasi febbre probabilmente è attribuibile al Sars-Cov-2, perché il rischio è molto alto». Lo ha detto Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità. E in Lombardia adesso basta solo un sintomo per chiedere un tampone.

«Negli ultimi giorni anche chi ha un solo sintomo, o febbre o raffreddore o tosse, può essere sottoposto a tamponatura». Lo ha precisato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante un incontro con la stampa nel pomeriggio di venerdì 27 marzo. «Rispettiamo le regole che ci sono state dettate dall'Iss che con una delibera del proprio comitato tecnico-scientifico del 27 febbraio ci ha detto che noi dovevamo fare i tamponi solamente ai sintomatici» ha precisato il governatore della Lombardia. In un primo momento dovevano essere plurisintomatici, avere due sui tre classici sintomi, adesso basta anche essere monosintomatico.

Non ci sarà un picco unico

Il famoso picco è in arrivo? «Non sarà un picco unico in realtà perché il picco italiano è la sommatoria di tanti picchi di diversi comuni e province» ha spiegato Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene all’Università Statale, intervenuto questa mattina a Circo Massimo, su Radio Capital. «I dati ci dicono, anche rispetto all’esperienza cinese ma più in generale delle epidemie, che raggiunto un blocco che supera il tempo di incubazione massimo presumibile, i famosi 14 giorni, dovrebbe esserci un’evidenza di risultati. Speriamo che tutto questo si verifichi».

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