Premio Ultreya 2020 alla dott.ssa Elena Bellazzi: «L'associazione fa qualcosa di straordinario, come avrebbe voluto Luca»

La giovane, 27 anni, ha ricevuto la nona edizione del premio assegnato dall'associazione "Ultreya - In cammino con Luca"

La dott.ssa Elena Bellazzi, al centro, vincitrice del "Premio Ultreya 2020" BONACINA/LECCOTODAY

La dottoressa Elena Bellazzi, 27 anni, laureata con lode all’Università di Pavia, è la vincitrice del "Premio Ultreya 2020". Catapultata, a fine marzo, a fare il medico di base a Caprino Bergamasco per sostituire un dottore deceduto, ha avuto il suo battesimo di fuoco; il riconoscimento, invece, l'è stato assegnato per la tesi sperimentale sulla circolazione extracorporea: «Mi fa piacere aver conosciuto questa realtà - ha detto dal palco dell'Auditorium del "Fatebenefratelli" di Valmadrera -. Ammiro questa fondazione perché, nonostante un evento tragico, ha fatto nascere un qualcosa di straordinario. Luca non avrebbe voluto che vi fermaste e voi non l’avete fatto, io spero di poter imparare dal suo esempio e, quindi, sapert trattare la persona a 360° senza mai perdere l’umanità». I colleghi di Luca Magistris, scomaprso nel 2010 a soli trentaciqneu anni, le hanno consegnato anche un libro di Valmadrera, una targa e dei fiori.

premio ultreya 2020 elena bellazzi5-2

«Dieci anni di ricordo e, soprattutto, di generosità in nome di Luca - ha introdotto la serata il sindaco Antonio Rusconi -. Lo hanno fatto nel massimo disinteresse e con grande generosità. Qualcuno ha giocato con lui a basket, qualcuno è stato anche amico di famiglia. Il Fondo fa parte di quelli che compongono la Comunità di Valmadrera, per questo ci sono qui il sindaco e la gran parte della Giunta, oltre a Donatella Crippa. E’ bello che la stampa sia numerosa per le belle notizie, non è casuale che il primo discorso del sindaco post-covid cada per un momento di generosità. Ognuno di noi ha in mente immagini e volti di questi ultimi mesi, purtroppo venuti a mancare. Non è stato possibile, ahinoi, riproporre l’iniziativa del Ronco, che ha sempre raccolto centinaia di persone in una gara di generosità. Oggi, comunque, viene premiato il merito e una giovane dottoressa: in una società che parla tanto dei giovani che sbagliano, almeno altrettanti lavorano duramente e fanno sacrifici, ottenendo risultati. Il Premio Luca Magistris ci permette di dire “ci sono anche tanti giovani così”, che fanno notizia. La gratitudine del Comune è si per le scuole del Nepal e i fondi raccolti, all’associazione “La Rosa” per i disabili di Nibionno, per gli apparecchi del pronto soccorso, per le zolle del sintetico, ai mobili del centro “Oltre Noi” e altre iniziative ancora. Dobbiamo continuare a far vivere i valori e gli affetti che abbiamo conosciuto in Luca. Mai come adesso, in maniera violenta, abbiamo scoperto che abbiamo bisogno di medici e infermieri bravi, meno di piloti e calciatori. Questa è una cosa essenziale, che la maggior parte degli italiani pare aver capito. In questi dieci anni avete scritto una pagina molto bella della nostra comunità: continuate a scrivere pagine di generosità, era il desiderio di Luca cercare un mondo migliore».

premio ultreya 2020 8 laura magistris antonio rusconi-2

Laura Magistris, sorella dello scomparso dottore, ha parlato per conto dell'associazione "Ultreya - In cammino con Luca»: «Certo che continueremo a fare il bene nel nome di Luca, è un compito che ci sentiamo cucito addosso. Lo avrebbe fatto lui al posto nostro se avesse potuto, con lo sguardo sempre avanti e in alto, verso qualcosa che sarà più bello e migliore rispetto a ciò che già c’è. Il senso della borsa di studio è questo e ci dà sempre gioia assegnarlo, ogni volta che ci riuniamo con la commissione medica siamo sempre emozionati, poichè i vincitori sono sempre estremamente brillanti. Un “grazie” speciale va alla Giunta, che ci supporta sempre durante l’anno. Elena ha scritto una tesi in anestesia e rianimazione, tesi sperimentale sulla circolazione extracorporea: durante la pandemia, evento drammatico, ci ha fatto riscoprire il valore e il significato profondo dell’essere medici, in particolar modo degli anestesisti e rianimatori. Devono curare tutto, in tanti casi la vita del paziente dipende dalle scelte che il medico rianimatore può fare. Tutti, in questi mesi, abbiamo capito l’importanza dei bravi medici e infermieri. Ricordo, infine, l’iniziativa benefica in favore dell’ospedale di Lecco, tramite cui è stato acquistato un apparecchio di minuscole dimensioni, ma di grande importanza, come l’ecografo portatile».

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«Elena, non essere schiava della tecnologia»

Sentito anche il commento del dott. Paolo Schiavo: «Fare l’anestesista è difficile, proprio oggi ne ho avuto la prova. In questo periodo tutti abbiamo dovuto affrontare la drammaticità della morte nella solitudine, senza lasciare ai parenti la possibilità di salutare i cari. La drammaticità di tutto questo mi ha fatto spesso ripensare a Luca, perchè disappunto, disperazione e impotenza hanno fatto da contraltare all’illusione di poter padroneggiare la scienza. I pazienti che abbiamo accompagnato alla morte ci saranno grati per i piccoli gesti di umanità che abbiamo avuto per loro. Alla giovane collega che premiamo dico: “si” alla tecnologia, ma non farti dominare da questa, impara a gestirla. Luca era un maestro, nel suo modo tra le righe, nel compiere gesti fini e incisivi, che colpivano al cuore e lasciavano un segno: l’auguro migliore che posso farti, Elena, è che tu sia in grado di fare queste cose, ma nessuno te le regala».

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