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Uccise il figlio con un colpo di forbici: la giovane mamma in terapia psichiatrica inizia a prendere coscienza del suo gesto

Lo scorso novembre uccise il suo Nicolò, tre anni. Oggi Aicha, in terapia psichiatrica a Castiglione delle Stiviere, si rende conto della gravità di quel gesto.

La fragilità di una giovane madre può portare a eventi incredibili, che lei stessa non potrebbe mai concepire. È successo questo il  25 novembre 2013 ad Abbadia Lariana, quando Aicha Coulibaly, ivoriana, uccise il figlio di neanche tre anni, pugnalandolo al petto con un paio di forbici. 


Oggi la 26enne, detenuta nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, finalmente si è resa conto che quel gesto terribile, compiuto senza un perché, è stato tutto opera sua, e non si può tornare indietro: «Se mi fossi rivolta alle persone giuste, se mi fossi lasciata assistere - ha confidato al suo avvocato, come riferisce Il Giorno - tutto questo non sarebbe successo.»


A ottobre la donna comparirà in tribunale per l'udienza preliminare, ma anche se sarà processata non potrà essere condannata, perché giudicata incapace di intendere e di volere al momento del delitto. Nel frattempo, i terapeuti che la seguono stanno giudicando positivamente i suoi progressi, e a fine agosto potrebbero anche concederle il permesso per delle brevi uscite nei dintorni dell'ospedale psichiatrico.

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