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Alberto Riva, direttore di Confcommercio Lecco, attacca la Provincia

Alberto Riva, direttore di Confcommercio Lecco, attacca la Provincia

Ondata di avvisi di pagamento per il canone sulle insegne

Confcommercio Lecco alza la voce con la Provincia: "Ci avevano assicurato che tutto era stato sistemato e invece non sembra affatto così"

Il primo allarme sul canone non ricognitorio relativo ai cartelli ubicati sulle strade provinciali era stato lanciato in modo chiaro da Confcommercio Lecco un anno fa. 

Negli scorsi mesi la Provincia sembrava avere “sistemato” il problema, assicurando pubblicamente, in una conferenza stampa congiunta, che l’allarme era rientrato. 

E invece, in questi giorni, i commercianti di tutto il territorio lecchese stanno ricevendo avvisi di pagamento da migliaia e migliaia di euro da parte della società Area riscossioni di Mondovì non solo per il 2014 ma anche per gli anni indietro fino al 2011 con richieste che vanno a contraddire quanto stabilito insieme da Provincia e associazioni dopo numerosi incontri.

 “I commercianti sono giustamente infuriati: è una presa in giro vergognosa – attacca il direttore di Confcommercio Lecco, Alberto Riva – Si era stabilito che venissero escluse le insegne o le rotonde date in concessione. Tutto sembrava a posto e la Provincia ci aveva assicurato che non ci sarebbero state sorprese: quanto concordato solo tre mesi fa era chiaro e inequivocabile. Invece i nostri associati stanno ricevendo avvisi di pagamento in modo indiscriminato con richieste assurde anche sulle insegne. In particolare sono stati presi di mira le edicole e i tabaccai, ma anche altri esercizi vengono tartassati.

E’ una situazione inaccettabile che noi denunciamo con forza e che non intendiamo subire in silenzio”. E continua: “Mentre le Province chiudono i battenti, non cessano di chiedere soldi e di fare cassa sulle spalle delle imprese. Questa raffica di pagamenti è senza senso: nonostante tutte le rassicurazioni la società di riscossione per conto della Provincia sta andando avanti come se nulla fosse. Chiediamo all’amministrazione provinciale un incontro urgente per risolvere una volta per tutte e in via definitiva questo problema, evitando così di mettere in ginocchio negozi ed esercizi commerciali. E fin da ora chiediamo che venga revocato il mandato alla società di riscossione incaricata”.

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