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Pierino Prati ai tempi del Lecco "BLUCELESTI"

Pierino Prati ai tempi del Lecco "BLUCELESTI"

Addio a Pierino Prati, icona del calcio italiano: negli Anni Ottanta salvò il Lecco dal baratro

Dopo aver vinto tutto da calciatore, aprì la carriera da allenatore salvando le Aquile al termine di una stagione che stava volgendo verso un epilogo sportivamente tragico

Calcio in lutto per la scomparsa di Pierino Prati, icona del calcio italiano degli Anni Sessanta e Sessanta, nonchè allenatore dell’Ac Lecco nel 1984. Venne ospitato telefonicamente da LCN Sport nel marzo del 2015 e raccontò del miracolo sportivo che realizzò con una squadra malmessa, ormai alle soglie della Promozione.

Anno 1984: Pierino Prati salva l’Ac Lecco dal baratro

Anno 1984, il calcio a Lecco vive uno dei periodi più bui della sua storia e serve un miracolo, sportivo ma di quelli veri, per salvare una squadra sull’orlo della retrocessione in Promozione. E’ l’anno in cui lascia questo mondo Mario Ceppi, figura mitologica capace di portare ai massimi livelli del calcio nazionale una realtà nemmeno provinciale. E’ il 5 febbraio quando Valerio Somasca, che rappresenta gli imprenditori subentrati in società dopo la morte del Presidentissimo, contatta e nomina come allenatore Pierino Prati, che tre anni prima aveva smesso i panni del calciatore per vestire quelli dell’allenatore.

Con le scarpe da gioco ai piedi Pierino “la peste” aveva scritto pagine di storia del calcio italiano, vincendo Coppa dei Campioni e Intercontinentale con il Milan (1968), segnando tre reti nella finale di Lisbona contro l’Ajax. Oltre a questo, conquistò lo scudetto 1967-1968 e due Coppe Italia (1972, 1973). Proseguì la carriera con le maglie di Roma, Fiorentina, Savona e Rochester Lancers (Stati Uniti), prima di chiudere in C2 con gli stessi liguri. In nazionale, invece, aveva conquistato il secondo posto nel Mondiale in Messico (1970) e quello che, ad oggi, è ancora l’unico Europeo nella bacheca di Coverciano (1968).

Prati, a Lecco, trovò una squadra in piena crisi: attraverso un profondo lavoro psicologico e tattico riuscì a evitare il baratro della retrocessione, anche grazie alla fortuna e a qualche combinazione che favorì la permanenza dei blucelesti in Interregionale.

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