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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Allo stadio di Lecco l'ultimo saluto a Carlo Murelli. «Ammirato dai suoi stessi nemici»

Il parà è stato salutato all'interno del "Rigamonti-Ceppi". L'hanno ricordato Marco Bertolini e Arnaldo Tavola

Un breve scroscio di pioggia ha accompagnato l'ultimo saluto al parà Carlo Murelli. Morto mercoledì 2 giugno, il "folgorino", nato a Monza ma residente da tantissimi anni a Lecco, avrebbe compiuto cent'anni il prossimo settembre. Durante il proprio servizio aveva partecipato alla battaglia di El Alamein dove venne fatto prigioniero; nel 1946 ecco il ritorno in Italia, seguito dal trasferimento a Lecco nel 1959, dove si è sposato e ha vissuto con la moglie Paola fino alla scomparsa. Lo stadio "RIgamonti-Ceppi" di Lecco ha ospitato la cerimonia funebre, alla quale ha presenziato anche una nutrita delegazione di paracadutisti monzesi con i labari e il basco. Murelli era presidente onorario dell’Associazione nazionale paracadutisti.

Lecco e Monza piangono la morte del paracadutista Carlo Murelli, fatto prigioniero a El Alamein

«Un privilegio averlo con noi»

Dopo l'entrata sul campo del feretro, bardato con la bandiera italiana e su cui è stata posata la tuta indossata in Egitto, ha preso parola Marco Bertolini, Presidente dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia: «In poche parole non posso condensare l'essenza di una vita. I reduci, ottant'anni fa, hanno dato vita alla nostra storia e questo permette alla frustrazione di diminuire; parlare di loro riduce la frustrazione, è più facile parlarne come gruppo: sono entrati in guerra e hanno detto "io voglio combattere" in quella specialità che affonda le radici nella nostra storia più nobile. Questi ragazzi hanno combattuto fino alla fine, finchè hanno avuto colpi da sparare nella loro arma e nonostante una battaglia che era irrimediabilmente perduta. Quelli che sopravvissero, come Carlo, furono catturati e passarono lungo tempo in prigonìa, ma questo non intaccò la loro dignità; si fecero ammirare dai loro stessi nemici». «Grazie Carlo per quello che ci hai dato in questi decenni, eri un esempio dell'impegno fino all'ultima cartuccia. È una cosa che ci deve rendere orgogliosi», ha poi concluso Bertolini. 

funerale carlo murelli giugno 20215-2

«Aveva momenti di grande calma e scatti di grande temperamento - l'ha ricordato Arnaldo Tavola, Presidente della sezione lecchese dei parà -. Mi ha lasciato un fardello pesante: finchè ha potuto, il mio impegno è stato reso decisamente più leggero dalla sua presenza costante, dato che era sempre pronto a distribuire consigli e saggezza; questo l'ha reso una risorsa impagabile, averlo come guida è stato un privilegio. Insieme abbiamo portato la sezione a essere tra le cinque più numerose d'Italia, grande è stato l'orgoglio per aver raggiunto un traguardo così prestigioso e insperato».

Al termine dei discorsi, è stata recitata la preghiera del paracadutista, sono state suonate le note del Silenzio e, dopo il Presente, la salma è stata accompagnata alla cremazione.

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