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Confartigianato contro il Governo: "La certificazione F-gas è l'ennesimo mostro burocratico"

Il presidente dei termoidraulici Buzzoni: "Si fa di tutto per complicare la vita alle imprese"

Confartigianato Lecco contro la burocrazia: è di oggi 16 marzo la denuncia dei temoidraulici iscritti all'associazione degli artigiani lecchesi, che contesta la complicata trafila necessaria a poter operare su apparecchi che contengono i cosiddetti F-gas o gas fluorurati a effetto serra (utilizzati nel funzionamento di condizionatori d’aria per la casa e l'auto, lavatrici industriali, pompe di calore, gruppi frigoriferi).

Una trafila che Confartigianato definisce "un altro mostro burocratico che ostacolerà ancora di più il lavoro degli imprenditori": «Altro che semplificazioni - afferma Oscar Buzzoni, presidente dei termoidraulici di Confartigianato Lecco  - Qui si sta facendo di tutto per complicare la vita alle imprese, proprio laddove sarebbe possibile facilitare le procedure».

«Stavolta è stato il Ministero dell’Ambiente a elaborare in maniera  inutilmente restrittiva le indicazioni di un regolamento europeo del 2006 - spiega Buzzoni - Risultato: un aggravio di oneri e di pastoie burocratiche. Per  poter lavorare, infatti, gli imprenditori devono iscriversi al Registro nazionale dei gas fluorurati al fine di ottenere il certificato che li abilita ad operare sugli impianti. Certificato che si consegue soltanto presentando un complesso ‘Piano  di  Qualità’ conforme alla norma tecnica UNI ISO 10.005, da  rinnovare annualmente. Inoltre, gli imprenditori devono presentare ogni anno al Ministero dell’Ambiente una dichiarazione con informazioni sulle emissioni in atmosfera di gas fluorurati relativi all’anno precedente».

«Da sottolineare che l’obbligo imposto in Italia di presentare il Piano Qualità è un caso unico nell’Unione  europea. Facendo due conti - prosegue Buzzoni - la certificazione, rilasciata da appositi organismi di certificazione, costa dai duemila ai tremila euro e ogni anno deve essere rinnovata con una spesa che oscilla tra 500 e 800 euro. Costi e complicazioni che scoraggiano l’iscrizione al Registro nazionale gas serra: a oggi sono certificate il 66% delle persone e il 29% delle imprese. E ora dal Ministero dell’Ambiente è arrivata la minaccia di controlli e pesanti sanzioni agli operatori che, pur essendosi iscritti al Registro, non hanno concluso l’iter di certificazione».

Confartigianato contesta al Ministero dell’Ambiente l’inutile e costosa complessità degli adempimenti e chiede modifiche immediate per snellire gli adempimenti e tagliare i costi a carico delle aziende: una buona occasione per correggere quanto imposto finora è offerta dal nuovo regolamento europeo sui gas fluorurati, in vigore dal primo gennaio scorso, che ancora una volta ribadisce  l’inutilità delle certificazioni aggiuntive previste in Italia. 

«La stessa Unione Europea - concludono dall'associazione - ci chiede di abbandonare l’assurda e costosa burocrazia elaborata dai nostri legislatori che non serve alle imprese e non riduce le emissioni di F-gas. E serve soltanto a fare cassa sulle spalle degli imprenditori».

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