Coronavirus, il punto. Nel Lecchese è il giorno peggiore: quasi 150 casi positivi riscontrati. Dimesso un neonato

Il dato di oggi fa segnare una violenta impennata nel grafico. Nella nostra regione il totale degli ammalati sale a 22.264, ma dal "Manzoni" arriva anche una splendida notizia. Sospetto caso di decesso a Civate

Giulio Gallera, assessore di Regione Lombardia

S'impenna pericolosamente la curva che rappresenta i contagi in provincia di Lecco. Perché? L'aumento è di ben 146 unità, cinfra monstre e in violento rialzo rispetto al +64 di giovedì. Il totale nel Lecchese è salito a 676. Il numero dei deceduti, su scala regionale, sale a 2.549. I dati sono stati forniti oggi dall'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera durante il consueto aggiornamento in diretta Facebook.

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I casi per provincia con l'aggiornamento rispetto agli ultimi giorni

Bergamo: 5.154 (+509)/4.645(+340)/4.305/3.993/3.760/3.416/2.864/2.368/2.136/1.815/1.472/1.245/997/761/623/537

Brescia: 4.648 (+401)/4.247(+463)/3.784/3.300/2.918/2.473/2.122/1.784/1.598/1.351/790/739/501/413/182/155

Como: 380 (+42)/338 (+52)286/256/220/184/154/118/98/77/46/40/27/23/11/11

Cremona: 2.392 (106)/2.286(+119)/2.167/2.073/1.881/1.792/1.565/1.344/1.302/1.061/957/916/665/562/452/406

Lecco: 676 (+146)/530(+64)/466/440386/344/287/237/199/113/89/66/53/35/11/8

Lodi: 1.597 (+69)/1.528(+83)/1.445/1.418/1.362/1320/1.276/1.133/1.123/1.035/963/928/853/811/739/658

Monza e Brianza: 816 (+321)/495(+94)/401/376/346/339/224/143/130/85/65/64/59/61/20/19

Milano: 3.804 (+526) di cui 1.550 a Milano città (+172)/3.278/2.644/2.326/1.983/1.750/1.551/1.307/1.146/925/592/506/406/361

Mantova: 723 (+87)/636 (+122)/514/ 465/382/327/261/187/169/137/119/102/56/46/32/26

Pavia: 1.105 (+94)/1.011(+33)/978/884/801/722/622/482/468/403/324/296/243/221/180/151

Sondrio: 163 (+8)/155(+80)/75/74/46/45/45/23/23/13/7/7/6/6/4/4

Varese: 338 (+28)/310/+45)/265/232/202/184/158/125/98/75/50/44/32/27/23/17

e 468 in corso di verifica.

Raccolta fondi per l'Asst Lecco: oltre cinque mila donatori, stilato il terzo ordine d'acquisti

La situazione complessiva in regione

- i casi positivi sono 22.264 (+2.380)/19.884/17.713/16.220/14.649/13.2729/11.685/9.820/8.725/7.280/5.791/5.469/4.189/3.420/2.612

- i deceduti 2.549 (+381)/2.168/1.959/1.640/1.420/1.218//966/ 890/744/617/468/333/267/154

- i dimessi e in isolamento domiciliare: 10.930 di cui 4.295 con almeno un passaggio in ospedale (anche solo pronto soccorso) e 6.635 persone per le quali non si rileva nessun passaggio in ospedale 4.057/4.265/3.867/3.427/2.650/2.044/1.351/1.248/756/722

- in terapia intensiva 1.050 (+44)/1.006/924/879/823/767/732/650/605/560/466/440/399/359

- i ricoverati non in terapia intensiva: 7.735 (+348)/7.387/7.285/6.953/6.171/5.550/4.898/4.435/4.247/3.852/3319/2.802/2.217/1.661

- i tamponi effettuati: 57.174/52.244/48.983/46.449/43.565/40.369/37.138/32.700/29.534/25.629/21.479/20.135/18.534/15.778

Un sospetto caso a Civate

Saranno gli accertamenti a decretare se il cittadino civatese deceduto in giornata abbia perso la vita a causa di un'infezione da Covid-19. Si tratterebbe del terzo caso:

Il Sindaco di Civate Angelo Isella comunica di aver ricevuto un aggiornamento in merito al decesso del terzo concittadino civatese.

Precisa che l'uomo è mancato in ospedale per sospetta infezione da Covid-19.

Si scusa per l'informazione imprecisa comunicata precedentemente e insieme a tutta l'Amministrazione Comunale esprime la sua vicinanza alla famiglia e porge le più sentite condoglianze.

Gallera: «Medici e infermieri sono grandi eroi». Neonato dimesso dal "Manzoni"

«I medici e gli infermieri sono grandi eroi che si sono immediatamente messi al lavoro sempre più bardati. Abbiamo imparato a conoscerli e a vedere la loro forza e la loro sofferenza». Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, nel corso della quotidiana diretta Facebook sull'emergenza coronavirus. «Esattamente un mese fa - ha ricordato - mi veniva comunicato il primo caso di positività in Lombardia. Forse ci abbiamo messo un po' a capire con chi avevamo a che fare, ma non posso non sottolineare come il sistema sanitario abbiamo reagito immediatamente con una forza incredibile. Dopo meno di 12 ore avevamo qui il ministro della Sanità e avevamo definito già una prima zona rossa».

«Tanti cittadini - ha aggiunto - stanno combattendo questa battaglia, lo dobbiamo fare sempre di più. Il virus si nutre del corpo dell'uomo, se lo trova si nutre di questo, altrimenti muore. Questa è la battaglia degli italiani, questa è la battaglia dei lombardi. La vinciamo se ognuno di noi la combatte e la vive con grande determinazione». «La notizia bella - ha proseguito - è che stiamo assumendo molti specializzandi e che stanno rispondendo all'appello i medici pensionati. Anche questo è il segno che quando c'è un'emergenza e il Paese chiama, la parte migliore del Paese si mobilita e risponde». Oggi, per alleggerire gli ospedali più in difficoltà, sono state trasferite 27 persone, portando a oltre 200 i trasferimenti totale.

«Un bambino di soltanto quaranta giorni è stato dimesso perchè guarito dal Covid-19», ha aggiunto Gallera: il neonato era ricoverato all'ospedale "Manzoni" di Lecco.

Inaugurato l'ospedale di Cremona

È stato inaugurato presso il presidio medico di Cremona, alla presenza dell'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, l'ospedale da campo con 68 posti letto, donato dalla Ong americana appartenente alla Chiesa cristiano evangelica Samaritan's Purse.

L'unità respiratoria del 'Samaritan's Purse' è formata da 68 letti di cui 8 di terapia intensiva con ventilatori, monitor e tutti quei macchinari che sono necessari alla cura di malati in terapia intensiva. Gli altri 60 invece, sono letti di media terapia provvisti di ossigeno e raggi X. Sarà gestita da uno staff di 60 persone tra medici specializzati e infermieri, oltre al personale di supporto costituito da tecnici biomedici, specialisti di sanificazione ed elettricisti.

Per noi la giornata di oggi - ha detto Gallera - è un raggio di sole dopo un mese di buio, in cui la Lombardia è passata da 1 a 19.000 positivi, scoprendosi più fragile, ma anche dotata di una grande forza di reazione».

Avevamo 724 posti in terapia intensiva - ha ricordato l'assessore - ora ne abbiamo 1250, praticamente con gli stessi uomini. Abbiamo riconvertito con grande velocità ospedali e medici con altre e diverse specializzazioni. Abbiamo potuto contare su amministratori locali in prima linea a rassicurare i cittadini, a fare squadra e a combattere insieme».

Quello che ci porta 'Samaritan's Purse', oltre allo straordinario supporto logistico medico, è una testimonianza che ci commuove molto. Sapere che qui potremo contare sul know how di una nuova squadra di medici e infermieri che salverà la vita di altri pazienti - ha aggiunto - ci fa sentire che non siamo soli nella lotta contro l'epidemia. Ringrazio i medici e gli infermieri che, in questo e in altri presidi di frontiera, stanno resistendo facendo uno sforzo al di là dell'umano, tutti coloro che, in questi giorni, hanno fatto delle donazioni importanti e anche le imprese, come la ditta Arvedi, che ci hanno aiutano a rendere possibile, dal punto di vista operativo, allestimenti come questo».

Consideriamo un privilegio e un onore - ha dichiarato il vicepresidente delle operazioni e delle relazioni istituzionali dell'Ong del North Carolina, Ken Isaacs, in un suo messaggio a Regione Lombardia - essere al vostro servizio e a vostra disposizione e supportarvi in un momento di crisi come questo e vi siamo grati per tutto quello che avete fatto sinora e state facendo per combattere il coronavirus».

«Ancora troppa gente in giro»

Poco prima, il vicepresidente del Pirellone, Fabrizio Sala, aveva sottolineato che l'analisi delle celle telefoniche - iniziata proprio per vedere quanta gente ancora si sposti da casa - continua a restituire dati al di sotto delle aspettative. 

«I numeri degli spostamenti sono ancora troppo alti. E guardando le fasce orarie, abbiamo dei picchi importanti alle 18 e alle 19 e alle 12 alle 13. La gente in questi orari si sposta di più e lo fa per motivi lavorativi vista l'apertura delle attività produttive e professionali», aveva spiegato. 

«Il dato che abbiamo rappresenta circa l'85% del totale della popolazione lombarda, pertanto è più che affidabile. È importantissimo rallentare il contagio da coronavirus - aveva concluso Sala - perché la vita umana non ha prezzo e noi ogni giorno lavoriamo per tutelarla. Contenere la diffusione del virus, tuttavia, serve anche a livello economico: le nostre micro, piccole e medie imprese stanno subendo un forte impatto negativo che se dovesse proseguire per altro tempo ne minaccerebbe la sopravvivenza».

Foto - I dati sullo spostamento attraverso l'analisi delle celle telefoniche

spostamenti celle telefoniche 20 marzo-2

«I numeri non stanno andando bene»

L'ultimo aggiornamento ufficiale dal presidente di regione Lombardia, Attilio Fontana, era invece arrivato alle 13.40 di venerdì 20 marzo con il consueto punto stampa, che è stato aperto da «un momento di ricordo e vicinanza alle vittime e ai parenti delle vittime che stanno vivendo questa tragedia». «I numeri non stanno andando bene, né come numero legato alle infezioni, né come numero di persone decedute - aveva subito sottolineato il presidente del Pirellone -. Abbiamo avuto un incontro coi sindaci, durante il quale abbiamo deciso di predisporre un elenco delle richieste, compatibili con le nostre possibilità, quindi con le nostre competenze, che avanzeremo al presidente del consiglio». 

114 Militari e "pugno duro"

«Ieri ho già fatto una serie di richieste. Una, quella legata all'uso dell'Esercito, è stata accolta in una maniera limitativa per ora, perché si parla di 114 militari - aveva preannunciato il governatore -. Penso si debba aggiungere uno zero per iniziare a discutere seriamente del problema, ma mi sembra che sia positivo che la richiesta sia stata accolta dal governo e sono assolutamente convinto che ne arriveranno altri». 

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I militari, dell'operazione Strade Sicure, saranno quindi da ora impegnati per i controlli sulle uscite e sul rispetto del decreto "io resto a casa". Non solo Esercito a pattugliare le strade, però. Perché Fontana e i sindaci vogliono il "pugno duro" e sono pronti a chiederlo ufficialmente. 

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