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Espulsa Salma Bencharki, De Corato plaude e rilancia: «In Lombardia ci sono tanti terroristi»

L'assessore alla sicurezza di Regione Lombardia commenta positivamente l'atto effettuato dal Presidente della Repubblica su richiesta del ministro Salvini

Riccardo De Corato

È stata rimpatriata dalla Polizia di Lecco, che ha eseguito l’ordine di allontanamento per motivi di sicurezza dello Stato firmato dal Ministro dell’Interno, Salma Bencharki, moglie di Abderrahim Moutaharrik, il “pugile” dell’Isis. Nel 2015 l’uomo aveva ottenuto la cittadinanza italiana e nel 2016 era stato arrestato a Lecco con l’accusa di terrorismo internazionale. Nelle intercettazioni parlava anche di un possibile attentato in Vaticano e tre anni fa aveva ricevuto un messaggio direttamente dal Califfato. Anche la moglie, cittadina marocchina, era stata condannata perché ritenuta parte dell’associazione con finalità terroristiche.

Terrorismo: espulsa dall'Italia Salma Bencharki, moglie di Abderrahim Moutaharrik

«Espulsione e revoca cittadinanza siano d'esempio»

«Benvenga l’espulsione della donna e benvenga anche la revoca della cittadinanza italiana, come era stato proposto dal Viminale mesi fa, al “pugile”, il primo caso dall’approvazione del “Decreto Sicurezza” - commenta Riccardo De Corato, ex vice Sindaco di Milano e Assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale di Regione Lombardia -. Spero che questo sia da esempio a tutti gli islamici che predicano odio, più o meno regolarmente, sul nostro territorio anche se è spontaneo chiedersi, vista la crisi di Governo, “che succederà?”. Dal gennaio 2015 al marzo 2019 sono state effettuate in Italia, oltre agli arresti, 384 espulsioni per terrorismo. Circa un terzo sono avvenute in Lombardia, dove si è verificato il maggior numero di arresti di soggetti radicalizzati. Sono circa 129 i foreign fighters, cittadini che avevano o hanno legami con il nostro Paese come cittadinanza, permessi di soggiorno, residenza abituale, partiti per unirsi all’Isis in Siria e in Iraq. Di questi, uno su tre, 43 circa, risulta essere partito dalla Lombardia. Ed è per questo motivo che la nostra regione detiene il primato anche per quanto riguarda i foreign fighters. Una situazione drammatica, quella lombarda, dovuta anche all’apertura di molti sindaci all’islam e all'accoglienza senza freni».

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