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Duccio Facchini alla presentazione del dossier

Duccio Facchini alla presentazione del dossier

Qui Lecco Libera: «La pizzeria della legalità non deve dipendere dall'Amministrazione»

Alla presentazione del dossier sul bene confiscato, l'associazione denuncia: «Nel bando del Comune c'è un vizio di forma». Tra le proposte per l'ex roccaforte dei Trovato anche un centro documentazione antimafia

«La pizzeria della legalità per rinascere deve essere frutto di una progettualità autonoma, senza ingerenze da parte dell'Amministrazione». Non usa mezzi termini Duccio Facchini di Qui Lecco Libera nel presentare il dossier sulla storia di Wall street, bene confiscato al clan dei Trovato nel 1994.

Ciò che al giovane portavoce dell'associazione proprio non piace delle linee guida elaborate dal Comune di Lecco per ripensare la struttura, infatti, sono quelle due righe in cui si legge che "le attività culturali dovranno essere programmate di concerto con l'amministrazione comunale stessa". Un vizio di forma, si denuncia nel dossier, perchè se ciò fosse confermato, «la naturale autonomia di qualunque iniziativa che intenda rivolgersi al territorio con la pretesa di una corretta informazione pubblica verrebbe pregiudicata» insiste Facchini.

Il documento presentato ieri, 27 febbraio, proprio di fronte all'ex roccaforte del clan, riepiloga in una sessantina di pagine i fatti che hanno contribuito a tracciare la storia del bene confiscato «divenuto, negli anni - a detta di Facchini - simbolo di disinteresse collettivo». A ventun anni dalla confisca e dopo sei proposte di riutilizzo della struttura cadute nel vuoto, Qui Lecco Libera denuncia lo scarso ruolo riservato alla cittadinanza e alla società civile lecchese, da sempre esclusa da qualsiasi progettazione.

«Il territorio non è mai stato coinvolto - dichiara Facchini - Si è atteso che il bando venisse stilato e solo dopo, in grave ritardo, si è abbozzato un iter partecipativo. Dalla prefettura di Lecco abbiamo sempre ricevuto in cambio il silenzio e il disinteresse, proprio mentre ad altri venivano aperte porte e srotolati tappeti rossi. Sarebbe dunque scorretto e improprio addebitare a un tessuto sociale sostanzialmente escluso la poca fortuna del bando del Comune di Lecco e di Libera».

Nonostante quello che per l'associazione è stato «il deserto propositivo degli ultimi anni», Qui Lecco Libera avanza alcuni suggerimenti su come ridare vita all'ex pizzeria dei Trovato, ridonandola alla comunità. Innanzitutto, Wall street dovrà ospitare il centro di documentazione e informazione antimafia della provincia di Lecco, anche a costo di sacrificare parte dello spazio oggi dedicato ai tavoli per la clientela. Il bene confiscato in via Belfiore potrebbe poi fungere anche da sportello antimafia, anti-racket e anti-usura per raccogliere in forma anonima e tutelata eventuali segnalazioni di condotte di tipo mafioso.

Il rapporto con le scuole dovrà poi essere costante, promuovendo itinerari didattici attraverso i luoghi storici della 'ndrangheta lecchese. Infine, la nuova Wall street dovrà essere improntata alla sostenibilità ambientale, al consumo critico e al commercio equo e solidale. «Inoltre - tiene a precisare Facchini - il riconoscimento pieno del lavoro potrebbe poi affiancarsi alla messa a disposizione del territorio anche di un locale da adibire a mensa sociale».

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