menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
La salma del pm Laura Siani lascia la Basilica di San Nicolò BONACINA/LECCOTODAY

La salma del pm Laura Siani lascia la Basilica di San Nicolò BONACINA/LECCOTODAY

Basilica gremita per l'ultimo saluto al pm Laura Siani: «Interpretare i tuoi turbamenti forse era impossibile»

Toccante la lettera del fratello: «Continua a camminare per la tua strada e riposa in pace»

Basilica di San Nicolò gremita, nel rispetto delle note restrizioni anti-Covid, per l'ultimo saluto al sostituto procuratore Laura Siani. La salma della donna, 44 anni, è stata accompagnata nel suo ultimo viaggio da circa trecento persone, tra cui i parenti e le massime istituzioni cittadine: Virginio Brivio e l'assessore Corrado Valsecchi per il Comune, il presidente del Tribunale di Lecco Ersilio Secchi, il nuovo Questore Alfredo D'Agostino, il maggiore Claudio Arneodo, Comandante dei Carabinieri, il Prefetto Michele Formiglio, il Procuratore Capo Antonio Chiappani, la Polizia Locale e altri colleghi amministratori.

La cerimonia è stata officiata da Don Andrea Lotterio, Don Agostino Frasson, Don Gabriele Gioia, Don Agostino Buttironi e dal Previsto Monsignor Don Davide Milani, che ha rivolto la sua omelia ai presenti dopo le canoniche letture dal Libro di Giona (2, 1-11) e dal Salmo 69, che hanno preceduto la lettura dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20, 19-29); davanti all’altare la bara di Laura coperta dai fiori e da una toga da magistrato. Mons. Milani ha raccontato la storia del profeta Giona («Intrapreso un viaggio per mare, incappa in una tempesta, lui e i suoi compagni. Vista la furia delle acque che stanno per fare perire tutti ritiene, nel suo intimo, di essere lui la causa di tutto quel male, di tutto quel pericolo. E si fa gettare nel mare profondo. Per tutti gli altri passeggeri, per i marinai, questa appare come la sua fine»), che si è autoaccusato e, per questo, fatto gettare nel mare profondo.

L'omelia di Don Davide Milani

«La Bibbia usa questo fatto per raccontare il resto - ha proseguito il Prevosto in un parallelismo le Sacre Scritture e la tragedia di Laura -. I marinai e gli altri passeggeri sono sconvolti per l’accaduto, avevano tentato in tutti i modi, di salvarlo, non erano riusciti, si sentivano molto in colpa. Ma non ci sono colpe da attribuire a loro che comunque pregano Dio affinche? abbia pieta? di Giona, e guardi la sincerita? del loro cuore. Se non lo fa la parola di Dio, non possiamo farlo neanche noi. Questo è il rispetto che dobbiamo a Giona, a Laura. Il rispetto non è solo un’espressione formale, ma spiega che una persona non è riassumibile o identificabile con un suo gesto. Ciascuno di noi è più grande della sua azione, ciascuno di noi è un mistero. Possiamo solo pregare perchè Laura sia al sicuro nel giardino che Dio stesso le ha preparato. In questo giardino noi immaginiamo ora Giona, Laura e i suoi amatissimi genitori: salvi, all’asciutto, splendenti dell’amore di Dio e dell’amore e dei legami reciproci tra le persone amate sulla terra. Un legame cui desideriamo – un giorno – entrare anche noi, per vivere per sempre».

«Interpretarti era forse impossibile»

Toccante lettera del fratello Giorgio Siani: «In questi giorni tristi in tanti mi hanno chiesto, ci hanno chiesto, come stiamo. Stiamo bene, abbiamo intercettato migliaia di messaggi d’affetto per Laura che ci hanno reso più forti e meno tristi. Era la più piccola di tutti noi fratelli e cugini, ma era quella alla quale tutti volevamo un bene diverso. Era nobile, dolce e determinata, in grado di raggiungere tutti gli obiettivi che si era prefissata. I successi professionali non avevamo aggiunto nulla a quello che pensavamo di lei, ma non capivamo fino in fondo il suo sguardo. Quando era rientrata a Lecco ci aveva dato una notizia stupenda, perchè arrivava in una realtà più raccolta e vicina a noi. Era felice di essere qui, di poter fare tante attività che aveva dovuto abbandonare per la strada lavorativa. Voleva una casa più grande e incontrare i ragazzi del suo liceo, trasferendo loro la sua determinazione. Non abbiamo saputo interpretare i suoi turbamenti, forse non era neanche possibile farlo. Continua a camminare per la tua strada e cammina in pace».

La salma verrà cremata e, quindi, deposta presso il cimitero.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Cos'è il lasciapassare per uscire dalla Lombardia e spostarsi tra regioni

Attualità

Le 10 meraviglie architettoniche da scoprire nel Lecchese

Attualità

Si prenota per il vaccino anti-Covid, poi rinuncia: «Ho paura»

Attualità

Tir bloccato in via Parini: rallentamenti nel centro di Lecco

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Salute

    Che cos’è il burnout da smart working?

  • social

    Personaggi illustri lecchesi: Giuseppe Bovara

Torna su

Canali

LeccoToday è in caricamento