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«Picchiò, uccise e congelò dei gatti»: va a processo la presunta "killer" lecchese

La donna era stata accusata dall'Enpa, che ha annunciato l'apertura del procedimento legale nei suoi confronti

A.T., la 41enne milanese residente a Lecco, accusata di aver ucciso due gattini e di averne maltrattati altri tre, verrà processata da partire da martedì 14 maggio al Tribunale di Lecco. A renderlo noto Enpa, associazione animalista che sarà parte civile al processo e che aveva denunciato i reati di uccisione e maltrattamento di cui si sarebbe resa colpevole la donna. La notizia è stata riportata dai colleghi di MilanoToday.it.

La 41enne, dopo stata denunciata lo scorso luglio da Enpa, era stata destinataria di un'ordinanza con cui il sindaco di Lecco le vietava di detenere animali, provvedimento che, secondo l'associazione animalista, non sarebbe stato rispettato dalla 41enne. A fare scattare la denuncia nei confronti della donna erano state le morti di Stellina, che si ipotizza possa essere morta congelata in un freezer, e di Stella, che sarebbe morta in seguito a percosse. Altri quattro animali, invece, sarebbero stati maltrattati dalla donna, ma riuscendo a sopravvivere alle sevizie. Questi gattini erano stati sequestrati per evitare che subissero la stessa sorte dei primi due.

Le uccisioni

La gattina Stella era stata trovata morta per ipotermia, condizione che, come certificato dal veterinario che l'avevano visitata, è compatibile con un congelamento, «probabilmente avvenuto nel freezer dell'aguzzina», come riferisce Enpa. Una seconda gattina, Stellina, era morta all'inizio di luglio a seguito di una rottura epatica, causata - si ipotizza - dalle botte ricevute.

«Benché le indagini siano ancora in corso, un quadro indiziario molto solido sembra puntare in una direzione precisa: in alta Lombardia, tra le province di Bergamo e Lecco sarebbe in azione una vera serial killer di felini». Questa l'opinione sul caso di Enpa, che all'epoca aveva anche lanciato un appello affinché venisse usata la massima cautela e attenzione, per evitare che ad A.T. «venissero consegnate nuove vittime».

La difesa della donna

Dopo che Enpa aveva denunciato pubblicamente la 41enne, lei si era professata innocente, respingendo tutte le accuse e sostenendo che i cuccioli fossero morti per cause naturali. «Sono stata trasformata in un mostro. Ma non ho ucciso quegli animali», aveva dichiarato. La replica di Enpa, però, aveva messo in luce la solidità del quadro indiziario a carico della donna. Nei mesi scorsi testimonianze e referti veterinari avevano spinto il Comune di Lecco ad emanare una ordinanza restrittiva con la quale si vietava all'indagata la detenzione di animali.

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