menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il procuratore Chiappani con il capitano De Paoli e il luogotenente Montanari della Compagnia di Merate

Il procuratore Chiappani con il capitano De Paoli e il luogotenente Montanari della Compagnia di Merate

Furti nel lecchese, il procuratore capo Chiappani: "È difficile mettere in carcere i colpevoli"

Il procuratore capo di Lecco spiega le oggettive difficoltà di rispondere alle esigenze di sicurezza dei cittadini

"In 31 anni che faccio questo mestiere, non avevo mai sentito parlare tanto del problema della legalità come a Lecco": sono queste le parole del neo procuratore capo Antonio Angelo Chiappani, che lo scorso ottobre si è insediato alla Procura della Repubblica del capoluogo, durante la conferenza stampa che ha illustrato l'arresto della banda di ladri avvenuto ieri 8 dicembre.

Furti e piccolo spaccio, questi sono i problemi del territorio a cui i lecchesi chiedono una risposta da parte delle forze dell'ordine. Risposte che non è sempre facile dare, spiega Chiappani, a causa di alcune difficoltà oggettive che le forze dell'ordine si trovano a dover affrontare quotidianamente nel loro lavoro.

"Le priorità dei lecchesi riguardano il piccolo spaccio e la cocaina", spiega il procuratore, facendo il punto della situazione: con la modifica della legge sulle droghe, infatti, il piccolo spaccio di marijuana e hashish non è più punibile con il carcere, che è stato reso facoltativo anche nel caso dello spaccio di piccole quantità di oppiacei e cocaina. 

Allo stesso modo, l'emendamento all'articolo 275 del Codice di procedura penale non prevede il carcere se il giudice ritiene che con la condanna possa essere concessa la sospensione condizionale, o se il reato commesso prevede una pane massima inferiore a 3 anni. E la pena massima per furto è, di fatto, inferiore a 3 anni. "È importante che i cittadini sappiano quali sono le difficoltà in cui ci troviamo a operare", aggiunge il procuratore.

La soluzione che le forze dell'ordine lecchesi hanno trovato per rispondere al problema è cercare di ricorrere il più possibile all'arresto in flagrante e al processo per direttissima: le sentenze di condanna, anche se sul momento prevedono la pena sospesa, una volta che sono definitive vanno ad accumularsi, permettendo così che il criminale venga arrestato e sconti in carcere la condanna.

Chiappani ha anche lodato le forze dell'ordine lecchesi, per la coesione dimostrata negli interventi per la legalità e la sicurezza, e per la presenza del Prefetto, rappresentante dello Stato sul territorio, a tutti gli eventi dedicati a questo tema.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Attualità

    Nasce la via fittizia "via Sogni di Gianni Rodari n. 1000"

  • social

    Mangiare etnico a Lecco

  • social

    Personaggi illustri lecchesi: Giuseppe Bovara

Torna su

Canali

LeccoToday è in caricamento