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Lecco, il restauro del monumento ad Alessandro Manzoni

"L'opera è di per sè fragile e sarà importante prevedere una manutenzione programmata"

Il monumento ad Alessandro Manzoni è tornato al suo antico splendore; il restauro si è concluso.

La scultura dello scrittore, modellata - nel 1891 - da Francesco Confalonieri, era particolarmente degradata; "oltre al generalizzato, sporco pulverulento, vi erano numerose stuccature e depositi che alteravano notevolmente le superfici", spiega Giacomo Luzzana, maestro restauratore.

Le stuccature erano state eseguite, probabilmente in più interventi di restauro, con materiali differenti e, in buona parte, avevano livellato delle saldature eseguite per chiudere le fessure, mentre altre chiudevano piccoli fori. Inoltre, erano presenti sali e prodotti di corrosione, tra cui composti di rame e la mano destra presentava un deposito con incrostazioni.

Le formelle in bronzo collocate sul basamento, sempre di Confalonieri, erano - invece - meglio conservate.

La fase preliminare del restauro è consistita in una lunga ed attenta indagine diagnostica, che ha permesso di capire meglio lo stato di fatto del monumento, anche interno.

La prima operazione di restauro è consistita nella pulitura delle superfici, con pennellesse e spazzole morbide per rimuovere i depositi incoerenti di sporco. Poi, dopo specifici test preliminari, si sono utilizzati, localmente, solventi scelti in base alle sostanze/materiali da asportare.

Le incrostazionie e le stuccature, in rilievo rispetto alle superfici adiacenti, sono state assottigliate o rimosse con l'ausilio di bisturbi e specilli arrotondati, in modo da non scalfire la superficie.

Le fessure, in seguito, sono state stuccate con resina acrilica, materiale inerte e pigmente; le vecchie stuccature conservate sono state intonate con colori in polvre e opportuno legante.

L'intervento riguardo l'effige del Manzoni si è concluso con l'apposizione di due stesure d'inibitore di corrosione e una successiva applicazione di cera microcristallina. Lo stesso iter, anche se semplificato date le migliori condizioni di conservazione, è stato seguito anche per le 4 formelle.

Il basamento in granito, rimossi i depositi di sporco, è stato consolidato nelle sue parti più disgregate; le colonie biologiche sono state trattate con una sostanza biocida e l'intervento è terminato con le necessarie stuccature e la stesura di apposito protettivo finale.

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