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Michela Vittoria Brambilla al convegno "Expo e animali: un'occasione perduta?"

Michela Vittoria Brambilla al convegno "Expo e animali: un'occasione perduta?"

Expo 2015, Michela Vittoria Brambilla: "Si dia spazio a vegani e vegetariani"

"Inaccettabile che gli animali siano visti solo come cibo"

Spazio alla scelta vegetariana e vegana durante l'Expo di Milano: lo ha chiesto la calolziese Michela Vittoria Brambilla, parlamentare di forza Italia e presidente della Leidaa, Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente, durante l'incontro pubblico "Expo e animali: un'occasione perduta?", organizzato a Milano da Leidaa e dall'Associazione italiana turismo responsabile.

«Mi aspetto che l’Expo dedicato all’alimentazione sia anche un’occasione per riflettere sullo status degli animali, sulle sofferenze negli allevamenti intensivi, sulla loro non sostenibilità ambientale ed economica, sull’alternativa vegetariana - ha affermato l'ex Ministro del turismo - È inaccettabile che  consideri gli animali soltanto come cibo».

«C’è il rischio concreto - ha spiegato Brambilla - di vedere una manifestazione ambiziosa anche dal punto di vista culturale ridursi ad una versione planetaria delle sagre di villaggio, un villaggio globale, dove i venditori, cioè governi o multinazionali, si contendono gli spazi per impiantare il chiosco e smerciare le proprie specialità, per lo più a base di carne. Nei giorni scorsi, per esempio, abbiamo visto il “porcetto” sardo, penalizzato dalla peste suina, soccombere dinanzi all’avanzata delle bistecche di coccodrillo dello Zimbabwe e del “fritto d’insetti”. E chissà quante altre contese del genere ci attendono, per la gioia dei titolisti dei giornali».

La presidente di Leidaa invita alla riflessione su come vengono trattati gli animali d'allevamente, anche da parte di chi non tiene conto del loro benessere, citando diversi dati: in Italia 60 milioni di persone condividono il territorio con 136 milioni di polli, 8,7 milioni di suini, 6,1 milioni di bovini, 73,5 milioni di conigli e 25,2 milioni di tacchini (fonte Faostat); oltre il 50% dei cereali prodotti in Italia è utilizzato per nutrire gli animali (stime basate su dati Faostat). Ancora: il 71% degli antibiotici venduti in Italia è destinato agli animali (fonte: Ecdc/Efsa/Ema) e il nostro Paese è il terzo maggiore utilizzatore di questi medicinali negli animali da allevamento in Europa, dopo Spagna e Germania (European Medicines Agency). Da stime basate su dati Faostat emerge, poi, che il 79% delle emissioni di ammoniaca prodotte in Italia proviene dall'allevamento, come il 72% delle emissioni di gas serra generate dall'agricoltura (Ispra).

Expo darà quindi spazio a vegani e vegetariani? «Ignorare questa domanda e tutto il mondo che c’è dietro - ha aggiunto Brambilla - sarebbe un gravissimo errore, non solo perché accrediterebbe ulteriormente l’immagine dell’Expo come “vetrina privilegiata” dei grandi gruppi, della grandi filiere e dei grandi interessi, ma anche perché significherebbe trascurare una parte non indifferente del mercato. Spero quindi che vi siano spazi espositivi in cui i visitatori possano “incontrare” l’offerta vegana e vegetariana o ritrovarla se già la conoscono».

«Vedremo - ha poi concluso la parlamentare - se l’Expo approfondirà questi temi. Intanto, sul fonte organizzativo, non è un buon inizio, per una festa “con sette miliardi di invitati”, non aver consentito l’ingresso a persone con animali domestici al seguito né aver previsto, all’esterno del sito, aree o servizi in cui lasciare gli animali durante la visita».  

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