Cronaca

Non c'è futuro per chi vive in montagna

Si è tenuto ad Esino Lario nella giornata di oggi, sabato 13 dicembre, il convegno-seminario organizzato da sindacato Pensionati – CGIL di Lecco dal titolo "Vivere in montagna, quale futuro?"

Il sindacato Pensionati – CGIL di Lecco ha organizzato ad Esino Lario, nella giornata di oggi, sabato 13 dicembre, il convegno dal titolo "Vivere in montagna, quale futuro?"

"Una scelta non casuale quella di Esino Lario - esordisce Sergio Fenaroli - , una comunità montana tra le più significative del nostro territorio, sia per le sue naturali caratteristiche ambientali, ma anche per la dinamicità della sua popolazione operosa, la sua storia e le personalità che l'hanno distinta anche in campo internazionale. Confesso l'amara sorpresa in occasione delle ultime elezioni Amministrative, la “silente protesta” di non avere eletto una nuova Amministrazione, un fatto grave autolesivo, che ci ha motivato ancor più nella nostra attenzione ad Esino Lario, con l'auspicio di contribuire a colmare questo vuoto che danneggia in primis la popolazione anziana e più bisognosa, di rivolgersi al proprio Sindaco ed ai suoi assessori, con la prossima tornata elettorale".

"E' necessario fermare un fenomeno di progressivo abbandono delle popolazioni - conclude Fenaroli -, quelle dei giovani in particolare dalla montagna ed invertire questa pericolosa tendenza stimolando e sostenendo attività produttive e di salvaguardia ambientale che incentivino una presenza ed un presidio dinamico operoso dell'uomo in montagna. Per noi è necessario restituire risorse economiche alla popolazione montana. Lo studio e la ricerca che si evince dai documenti emessi ed approvati dalla Comunità Europea, sono approdati alla necessità di affrontare la complessa e comune questione della montagna, in una “Strategia macroregionale delle Alpi” che si aggiungerà alle due macroregioni già esistenti del Danubio e dei Paesi Baltici.  Un appuntamento significativo è avvenuto l' 1-2 Dicembre scorso a Milano per il riconoscimento di tale necessario traguardo europeo. Ciò impone agli Stati coinvolti di coordinare delle scelte di intervento che richiedono sostanziali modifiche ed aggiornamenti alle rispettive legislazioni in atto sulla montagna, conferendo ad Enti di autogoverno di area vasta (Comunità Montane) ad elezione diretta e dotati di competenze ampie di forte autonomia politica, amministrative e finanziaria.

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