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Poste, incontro fra Sindaci e Provincia per fare il punto sulle chiusure

I Primi cittadini di Lecco, Brivio, Calolziocorte, Galbiate, Missaglia e Verderio hanno sottoscritto l'appello di Anci per rinegoziare le chiusure delle filiali

La Provincia di Lecco ha incontrato ieri 1 luglio i Sindaci dei comuni di Lecco, Brivio, Calolziocorte, Galbiate, Missaglia e Verderio, per fare il punto sulla situazione degli uffici postali che chiuderanno a breve, a causa della riorganizzazione di Poste italiane.

I Consiglieri provinciali Bruno Crippa e Ugo Panzeri hanno illustrato l’esito degli incontri tra il Tavolo regionale e Poste Italiane, da cui è scaturita la decisione di mantenere attivi gli sportelli postali di Verderio e Maresso (Missaglia), mentre sul fronte delle riduzioni di giorni e orari la situazione è rimasta immutata. I presenti hanno approvato l’ordine del giorno votato da Anci Lombardia il 26 giugno scorso, in cui si chiede a Poste Italiane una nuova valutazione volta a stralciare dalla proposta di chiusura alcuni uffici che porterebbero particolari criticità nei comuni in cui sorgono, e a Regione Lombardia il mantenimento del Tavolo di confronto finalizzato alla valutazione degli impatti del Piano di razionalizzazione di Poste Italiane, di altre criticità e dei disservizi causati.

“Gli Amministratori presenti – commentano i Consiglieri Crippa e Panzeri – hanno espresso la loro contrarietà e insoddisfazione per gli esiti del Tavolo regionale per una serie di ragioni: innanzitutto per aver appreso le decisioni emerse dall’incontro con Poste Italiane solo attraverso la stampa, mentre non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale ai Sindaci.

In secondo luogo per non essere stati più invitati al Tavolo regionale, dopo l’incontro del 12 maggio, senza alcun motivo o comunicazione, nonostante l’impegno a condividere la controproposta prima dell’incontro finale con Poste Italiane. Si è trattato di una mancanza ingiustificabile verso un Ente che ha partecipato ai vari incontri del Tavolo regionale in rappresentanza dei Comuni lecchesi. A questo punto ci riteniamo liberi di intraprendere con tutti i Sindaci del territorio ogni azione necessaria per tutelare un servizio pubblico per la comunità; innanzitutto venerdì 10 luglio convocheremo un incontro con i rappresentanti di tutti i Comuni, uno per area territoriale, per elaborare un Piano provinciale con una controproposta da sottoporre a Poste Italiane.

In terzo luogo perché nella controproposta a saldi invariati elaborata da Regione Lombardia in merito alle razionalizzazioni non si è tenuto conto dei seguenti criteri condivisi nel Tavolo regionale: apertura dell’ufficio postale nei giorni di mercato e/o apertura degli altri uffici pubblici; alternanza nei giorni di chiusura/apertura per Comuni vicini; rimodulazione nei periodi estivi/invernali nelle zone turistiche.

Inoltre perché la controproposta elaborata dai Comuni della Valsassina per ridurre l’impatto sulla popolazione, con alternanza delle aperture, non è stata nemmeno considerata, nonostante fosse a costo zero e senza ulteriori oneri per Poste Italiane.

Infine perché Poste Italiane non ha ancora fornito i dati economici più volte richiesti, relativi ai vari sportelli postali interessati dal piano di razionalizzazione, dati fondamentali per poter valutare eventuali controproposte.

Nel corso dell’incontro abbiamo ribadito che, se le modifiche al piano di razionalizzazione avanzate da Poste Italiane non saranno condivise a livello territoriale, metteremo in atto azioni forti: siamo disponibili a ragionare e, come sempre, siamo aperti al dialogo, ma non siamo disposti ad accettare supinamente qualsiasi decisione imposta dall’alto, perché vogliamo tutelare un servizio pubblico, utilizzato da particolari categorie di cittadini e fasce di popolazione penalizzate oltremisura da questo piano di razionalizzazione”.

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