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Cronaca

Poste, i sindacati: «I dipendenti part-time vanno assunti a tempo pieno»

La Cisl condanna le carenze del servizio dopo la sospensione del piano di riorganizzazione e non esclude la possibilità di sciopero generale

Grande soddisfazione da parte dei sindacati lecchesi per la sospensione del piano di chiusure e razionalizzazione degli uffici postali lombardi. «Naturalmente si resta in positiva attesa del previsto tavolo di confronto che dovrà ricercare soluzioni pragmatiche che possano fare sintesi tra le esigenze dell’azienda e della collettività -commentano dalla Cisl Poste -Sicuramente siamo di fronte ad una prima vittoria dei cittadini che non verranno privati di servizi essenziali, ma soprattutto del sindacato che si è dimostrato in grado di farsi portavoce delle istanze dei lavoratori postali lombardi che avrebbero pagato per un piano industriale privo di prospettive di sviluppo».

«La Cisl Poste auspica tuttavia un confronto serio su tutti i temi che animano la vertenza appena iniziata a causa della drammatica carenza di personale che affligge la nostra regione ed in particolare nella nostra provincia con circa 30 unità mancanti agli sportelli - proseguono dalla Cisl - e le gravi carenze nelle dotazioni di sicurezza degli uffici postali. Un inizio potrebbe essere la trasformazione in full time degli oltre duecento colleghi assunti con contratto part-time in Lombardia».

Dopo i sit-in e tutte le iniziative finora intraprese, in attesa di risposte concrete e certe da parte dell’azienda, le organizzazioni sindacali annunciano che verranno poste in essere ulteriori iniziative «che potrebbero anche sfociare in uno sciopero generale, perché i lavoratori di Poste vogliono tornare ad essere orgogliosi di fornire un servizio efficiente ai cittadini e alle imprese del nostro territorio».

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