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Protesi e tangenti, terremoto scuote la sanità lombarda

Domiciliari per quattro primari e un direttore sanitario. L'inchiesta partì un anno fa con l'arresto di Norberto Confalonieri, medico che a Lecco apprese il metodo Ilizarov

Un vero terremoto scuote la sanità lombarda. Quattro primari e un direttore sanitario sono finiti agli arresti domiciliari, un imprenditore in carcere. 

È il bilancio di un blitz messo a segno dalla Guardia di finanza di Milano nel nuovo filone di indagini sulle presunte tangenti nella sanità lombarda che lo scorso marzo 2017 aveva portato all'arresto di Norberto Confalonieri, primario di Ortopedia del Pini (che, nota di cronaca, dal 29 gennaio 1990 al 12 febbraio 1990 svolse uno stage a Lecco per l'apprendimento delle metodiche Ilizarov per l'allungamento degli arti, tecnica che negli ultimi trent'anni a Lecco ha fatto scuola).

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Gli investigatori del nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare. L'inchiesta è condotta dai procuratori Maria Letizia Mannella ed Eugenio Fusco, e coinvolge gli ospedali milanesi Pini e Galeazzi, per una vicenda che riguarda presunte tangenti nell'ambito sanitario. Per la precisione, la fornitura di protesi ortopediche in cambio di mazzette e regali dalle aziende fornitrici.

Agli arresti domiciliari sono finiti Paola Navone, direttrice sanitaria del Cto Gaetano Pini, e i due primari dell'ospedale: Carmine Cucciniello e Giorgio Calori. Nei guai anche due primari dell'ospedale Galeazzi: il chirurgo Carlo Romanò e Lorenzo Drago, responsabile del laboratorio di analisi. Anche loro ai domiciliari con l'accusa di corruzione. In carcere, invece, Tommaso Brenicci, imprenditore e amministratore di società che commerciano all'ingrosso articoli medicali e ortopedici.

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