Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Via Carlo Mauri

Ragni: addio al pioniere Giovanni Ratti. «Bello averti con noi per così tanto tempo»

Il celebre maglione rosso è scomparso all'età di 96 anni

È scomparso lunedì nella sua Brogno, all'età di 96 anni, il "ragno" Giovanni Ratti. Pioniere dei leggendari maglioni rossi di Lecco, avrebbe compiuto 97 anni il prossimo 14 settembre: dagli Anni Quaranta era un membro del neonato Gruppo dei Ragni della Grignetta, la prima montagna da lui scalata a metà di quella decade.

La cerimonia funebre si terrà mercoledì 2 giugno alle 9.45 presso la chiesa di Rancio Alto.

Il ricordo dei Ragni di Lecco

I Ragni l'hanno ricordato con una foto d'epoca e delle parole che ne ricordano alcune peculiarità: 

"Ciao Giovanni, è stato bello e importante averti con noi per così tanto tempo.

Adesso però è arrivato il momento di lasciarti andare dai tuoi vecchi amici.

Di sicuro ti staranno aspettando attrezzati di tutto punto per andare a scalare.

O forse no, forse sono lì con qualche cordaccia di canapa raccattata chissà dove e ai piedi "la cassette dei garofani", quegli scarponacci che van bene solo per gli avvicinamenti e che, una volta sotto alla parete, te li devi cavare per salire "de ungia".

Proprio come si faceva allora. Con la stessa povertà nelle tasche e la stessa speranza infinita e irresistibile nel cuore".

Citato anche un passo del libro "I Ragni di Lecco - Una storia per immagini":

"Quel pomeriggio trascorso a chiacchierare nella sua casa di Brogno, sotto alle rocce della Medale, è stato un viaggio a ritroso nel tempo.

Le sue parole sembravano raccontare di amici ancora vicini e di fatti accaduti solo il giorno prima. Non mi sarei stupito se, ad un certo punto, dal piccolo cortile fra le quattro case della frazione, fosse arrivato il richiamo del Bigio, del Nisa o del Castagna, che venivano a cercarlo per andare a scalare.

Anche io ero li con loro. Per qualche ora ho respirato l'aria elettrica che riempiva i polmoni dei figli di quell'Italia martoriata e stracciona ma invincibile, perché il baratro della guerra era alle spalle e davanti c'era solo l'orizzonte senza confini di una vita tutta da inventare: la più grande ed entusiasmante delle avventure.

Le vicende che riempiono queste pagine in fondo non sono altro che uno spicchio di quell'orizzonte, un capitolo di quell'avventura. Se, leggendole, qualcuno sentirà nell'aria la stessa elettricità, se gli verrà voglia di mettersi in viaggio, non importa verso quale meta, allora la mia fatica di narratore non sarà stata del tutto inutile".

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