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"Dove la parete strapiomba", il libro che racconta la vita di Riccardo Cassin

Presso la sala Don Ticozzi a Lecco, si è tenuta una serata rievocativa dell'imprese del celebre alpinista, con la presentazione della ristampa del suo libro "Dove la parete strapiomba".

"Dove la parete strapiomba"  è il titolo del libro scritto nel 1958 dal celebre alpinista Riccardo Cassin e ieri sera, martedì 25 novembre, presso la sala Don Ticozzi a Lecco, ne è stata presenta la ristampa, curata dall'editore Andrea Gaddi.

La presentazione e la mostra di una medaglia ricordo forgiata grazie alla Fondazione Cassin sono stati i due momenti emozionanti della serata rievocativa delle gesta dello sportivo, considerato uno dei padri dell'alpinismo nazionale.

Molti i partecipanti che hanno  ascoltato i racconti che hanno descritto il grande dell'alpinismo lecchese. Un uomo che in tanti amano e continueranno a farlo, non solo a Lecco, perchè ha dimostrato l'umiltà e la forza di combattere in tutte le sue forme, attraverso il lavoro e la passione per le montagne.

L'evento è stato anche l'occasione per il giornalista Daniele Redaelli di presentare una serie di racconti ai molti amici alpinisti di Cassin,  che hanno avuto modo di arrampicare con lui, come Gigi Alippi, Luigino Airoldi, Tino Albani, Alessandro Gogna e Rossano Libera.

Questi due, fra i più giovani, hanno raccontato le loro prime esperienze alpinistiche vissute con un Casssin che è diventato poi un loro grande amico. Le mani consumate di un uomo, che nella sua vita le ha usate per il lavoro e per le più grandi imprese alpinistiche, sono state anche  le immagini dell'ultima intervista prima della morte, proiettata per l'occasione, che ha commosso in molti.

Luigino Airoldi, protagonista di ben 41 spedizioni alpinistiche in tutto il mondo, racconta così Cassin: "Chi era Riccardo? Per la nostra generazione  è stato un vero trascinatore, dandoci fiducia, ma certe volte anche molto severo. A me manca molto, perchè anche negli ultimi anni della sua vita ha avuto modo di mostrarmi l'amicizia che ci ha legato per oltre 50 anni" .

La serata è stata organizzata dalla Fondazione che porta il nome del grande alpinista lecchese, con la collaborazione di Alpine Studio,
promotori dell'evento che per i presenti in sala è rimasto nel cuore.

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