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Le ore di cassa integrazione totali a Lecco calano di oltre il 50%

Il rapporto della Uil a luglio conferma il trend rispetto al 2017. Diminuzione sensibile anche delle ore di cassa in deroga e ordinaria. Nel tessile la situazione peggiore

Il trend del 2018 è confermato: le ore di cassa integrazione totale da parte delle imprese lecchesi continua a diminuire.

A rendere noti i dati che fanno riferimento al periodo gennaio-giugno 2018 è la Uil del Lario nel settimo rapporto 2018 nelle provincia di Como e Lecco. Nel nostro territorio il calo, rispetto allo stesso periodo del 2017, è del 51,7%, situazione determinata soprattutto dalla diminuzione delle ore di cassa straordinaria (53,2%). I dati lecchesi sono i migliori rispetto alla media lombarda (-26,3% di ore totali) e nazionale (-37,9%).

Per quanto riguarda le ore di cassa in deroga, il calo è addirittura del 98,5%. A Lecco diminuiscono anche le ore di cassa ordinaria (-34,3%) mentre, per esempio, Como registra un leggero incremento. A pesare in negativo, nei primi sette mesi del 2018 sulla "ordinaria", è il settore tessile che ha registrato un incremento, nel nostro caso notevole (+207%), a fronte di un calo del 55,2% nel comparto delle aziende meccaniche e metallurgiche. Respira l'edilizia.

Occupazione trainata dall'industria. Ma sempre precaria

La cassa integrazione diminuisce in tutti i settori produttivi nei primi sette mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente nelle due province, tranne che nel settore dell'edilizia per quanto riguarda le aziende della Provincia di Como.  

Industria:   Como -13,6 %;  Lecco -45,3 %
Edilizia:  Como +2,2 %;  Lecco -39,5 %
Artigianato:  Como -100,0%;  Lecco -98,3%
Commercio:  Como -83,9 %;  Lecco -100,0%

Rilevante il calo dei lavoratori in cassa integrazione nei primi sette mesi del 2018: Como -535, Lecco -471, rispetto ai primi sette mesi del 2017.

Monteduro: «Graduale uscita dalla crisi»

«Il 7° rapporto Uil del Lario conferma la frenata della richiesta di cassa integrazione totale da parte delle aziende comasche e lecchesi - commenta il segretario Cst Uil del Lario Salvatore Monteduro - Ancora una volta è da sottolineare che i dati sono carenti delle ore autorizzate di Fis e altri Fondi di Solidarietà, dati non diffusi dall'Inps, oltre alle prestazioni erogate dal Fondo di Solidarietà Bilaterale per l'Artigianato (Fsba). Altro dato che è da considerare nell'analisi della cassa integrazione è l'abrogazione della cassa in deroga, che ha fortemente inciso quantitativamente sui dati del passato e, dall'altra, l'introduzione di un costo più elevato della straordinaria. Lo studio conferma che le aziende del settore tessile fanno fatica a mettersi alle spalle definitivamente la crisi economica, visibile sia nelle aziende della provincia di Como, dove rappresenta il tessuto produttivo principale, sia in quelle di Lecco. Anche il settore dell'edilizia manifesta una condizione di difficoltà in Provincia di Como, mentre, per le aziende metalmeccaniche la ripresa economica è più strutturata. I dati sembrano quindi confermare la graduale uscita del nostro sistema produttivo dalla fase più critica della crisi, sostanziale è stato l'apporto della domanda estera, ma ancora una volta non si può che rimarcare il fatto che è necessario accompagnare la ripresa economica con politiche mirate a sostenere la domanda interna, attraverso investimenti pubblici e ridando maggiore potere di acquisto ai lavoratori e pensionati, al fine di consolidare l'attuale fase di ripresa economica, con l'obiettivo di creare nuovi posti di lavoro stabili».

Cassa integrazione gennaio luglio 2018-2

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