Hervé Barmasse - La mia vita tra zero e 8000

Un grande ospite per un grande evento.
La Scuola Nazionale di Sci Alpinismo del Cai Lecco festeggia cinquant'anni.
Una grande serata di Alpinismo e Cultura della montagna in compagnia del Cai.

Ingresso libero.

Chi è Hervé Bermasse

Hervé Barmasse (Aosta, 21 dicembre 1977) è un alpinista italiano. Originario di Valtournenche e figlio dell'alpinista Marco Barmasse, Hervé è la quarta generazione di guide della sua famiglia. Maestro di sci dal 1996 e di snowboard dal 1997, guida alpina del Cervino dal 2000 e istruttore nazionale delle guide alpine dal 2007.

Inizia la sua carriera d'alpinista sul Cervino. Su tale montagna Barmasse affronta alcune solitarie, tra le quali la prima nel 2002 della via Casarotto Grassi (1300 m di sviluppo, ED), nel 2005 la prima solitaria della Via Deffeyes (1300 m di sviluppo, ED), nel 2007 la prima solitaria dello Spigolo dei fiori, Via Machetto. Oltre a queste la prima solitaria e prima ripetizione della Via Direttissima aperta nel 1983 dal padre Marco. Una scalata che verrà premiata – il 7 marzo 2008 - con la Grolla d'oro.

Nel 2004 in Pakistan apre due nuove vie, una sullo Scudo del Chogolosia (5700 m) Luna Caprese e un'altra sullo Sheep Peak (6300 m). L'esperienza del Pakistan continua nel 2005, aprendo con la spedizione Trip One Karakorum due nuove vie Up and Down (800 m di sviluppo, difficoltà 6c/7° e A1) e Fast and Furious, via di misto e ghiaccio. Riceverà per quest'esperienza extraeuropea, l'assegnazione del premio accademico "Paolo Consiglio", istituito nel 1997.

Nella primavera del 2006 in Patagonia, alla sua prima esperienza sudamericana, apre una via nuova di ghiaccio e misto sul versante Nord del Cerro San Lorenzo, la via Café Cortado, 1200 m di sviluppo. Il 19 maggio 2007, riceve per la seconda volta, il premio Paolo Consiglio.

L'8 febbraio 2008, insieme a Cristian Brenna, scala la parete nord ovest del Cerro Piergiorgio, in Patagonia, “La Ruta de l'Hermano”, una via su roccia con uno sviluppo di 1150 metri, 29 lunghezze e una difficoltà di 6b+ A3 ED+.

Nell'estate del 2008 sale in stile alpino, insieme a Simone Moro, il Beka Brakai Chhok, montagna del Karakorum alta 6940 metri tentata più volte da diverse spedizioni. Il 25 maggio del 2009 riceve per la terza volta il premio alpinistico Paolo Consiglio.

Nell'autunno del 2008, sale in stile alpino una cima inviolata del Muztag-hata di 6250 m, in Cina.

All'inizio del 2009 torna con Giovanni Ongaro e Daniele Bernasconi in Patagonia per affrontare un nuovo itinerario di traversata del ghiacciaio Hielo Continental Sur, e scalare la vetta sud e lo spigolo nord del Cerro Riso Patron, ma a causa del mutamento del ghiacciaio gli alpinisti non riescono ad arrivare al base della parete terminando il nuovo itinerario della traversata al fiordo Estero Falcon in Cile.

Nei primi mesi del 2010 ritorna in Pakistan insieme a Eneko Pou, Kriss Ericson, Oscar Gogoza e Marco Cavana, e dopo la salita di alcune cascate di ghiaccio organizza presso la Shimshal Climbing School (scuola nata attraverso la collaborazione di Qudrat, Simone Moro ed Hervé) il corso per portatori d'alta quota aperto anche alle donne con obiettivo la formazione e l'insegnamento delle tecniche di sicurezza e progressione su roccia e ghiaccio. Inoltre, grazie alla collaborazione di Marco Cavana, medico intensivista dell'ospedale di Aosta, organizza un dispensario per affrontare i problemi legati agli aspetti medico-sanitari della zona.

Il 17 marzo 2010, apre insieme al padre Marco una via nuova sulla Parete sud del Cervino il Couloir Barmasse 1200 m - M..duro. ABO. Nell'estate del 2010 sale in due giorni e in stile alpino insieme a Daniele Bernasconi e Mario Panzeri una cima di 6300 m Venere Peak difficoltà ED (Cina). Riceve per la quarta volta il premio alpinistico Paolo Consiglio.

Il 2011 è l'anno del progetto "Exploring the Alps", una trilogia che ha come obiettivo l'apertura di tre nuove vie sul Monte Bianco, Monte Rosa e Cervino.

Il progetto inizia con l'apertura di una nuova via in solitaria sulla Parete Sud Est del Cervino, al Picco Muzio, conclusa nei primi giorni di aprile del 2011 dopo un tentativo fallito a marzo dello stesso anno. L'itinerario aperto da Barmasse, si sviluppa per 1200 metri di cui 500 in un couloir di ghiaccio e il restante sulla parete verticale del Picco Muzio.

La seconda fase del progetto prosegue sul Monte Bianco, sul versante del Brouillard. Qui Barmasse apre, a fine luglio, insieme ai fratelli baschi Iker ed Eneko Pou, una via a cui viene dato nome La Classica Moderna. Una salita senza spit, per 11 lunghezze, fino al 6c con solo friends e 4 chiodi, aperta e scalata in libera e che prosegue fino in vetta al Monte Bianco per la cresta di Brouillard, per un totale di 3300 m di dislivello.

Con la nuova via sul Monte Rosa, si conclude il progetto Exploring the Alps. Quest'ultima salita del progetto, dove ad accompagnare Barmasse c'è il padre Marco è chiamata "Viaggio nel tempo". I due alpinisti tracciano un itinerario sulla parete sud-est della Punta Gnifetti nella parte più alta della cosiddetta parete valsesiana del Monte Rosa. La linea di salita si tiene a sinistra della Via "Africa Nostra" aperta nel 1987 da Silvio Mondinelli assieme ad altre guide di Alagna Valsesia ed esce in cresta a poca distanza dalla Capanna Regina Margherita. L'ascensione è stata compiuta tra il 29 e il 30 settembre e presenta passaggi di VI oltre i 4000 m. È valutata ED.

Nel 2012 Barnasse ha realizzato un film sul progetto Exploring the alps, intitolato Non così lontano. Il film è presentato in anteprima al Festival del cinema di Trento tra le proiezioni speciali e poi nelle principali rassegne dedicate all'alpinismo.

Il 13 marzo 2014 è ancora sul Cervino, dove realizza il primo concatenamento invernale delle sue quattro creste, in solitaria, salendo prima per la Cresta di Furggen e scendendo per la Cresta Hornli, per poi risalire dalla Cresta di Zmutt e ridiscendere dalla Cresta del Leone, il tutto in 17 ore.

È il 21 maggio 2017 quando insieme al compagno David Gottler scala in stile alpino la Parete Sud dello Shishapangma 8027 m. Sfruttando un’unica finestra di bel tempo di una sola giornata sale, senza corde fisse e campi pre-allestiti, i 2200 metri della parete Sud della 14 esima montagna più alta del mondo in appena 13 ore. In realtà Barmasse e Gottler non raggiungono la cima ma si fermano sotto ad essa a causa delle sfavorevoli condizioni della neve e del loro equipaggiamento che non permette di affrontarle.

(fonte Wikipedia)

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