Sabato, 18 Settembre 2021
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Applausi per il Lecco Film Fest, anche i giovani protagonisti

Dopo gli interventi di Giacomo Poretti e Antonio Albanese, un'altra giornata importante per la rassegna culturale lecchese. Alla presenza della giornalista Tiziana Ferrario sono stati consegnati gli attestati del corso Opera Prima

La consegna degli attestati in piazza XX Settembre alla presenza del prevosto don Davide Milani e della giornalista Tiziana Ferrario (foto Stefano Micozzi).

È entrato nel vivo con successo il festival del cinema targato Lecco. Dopo gli applausi a Giacomo Poretti e Antonio Albanese, ieri è andata in scena la terza giornata del "Lecco Film Fest" alla presenza di altri artisti e volti importanti del mondo del cinema, dell'infomazione e della televisione, giunti in città per una rassegna nata con lo scopo di dare spazio al cinema e alla cultura, valorizzando anche il territorio.

Lecco Film Fest, la seconda edizione è realtà: applausi per Giacomo Poretti e Antonio Albanese

La giornata di sabato 31 luglio si è aperta in Piazza XX settembre con la consegna degli attestati del corso di Opera Prima, un progetto dell’Istituto Toniolo che il festival ha inglobato e esteso ai giovani del territorio lecchese: per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, da martedì 27 sono stati giorni dedicati a raccontare loro esperienze di cinema utilizzato a fini didattici. Presente alla premiazione e agli incontri anche il promotore del Lecco Film Fest, il prevosto della parrocchia di San Nicolò, don Davide Milani.

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A prendere la parola è stata la giornalista Tiziana Ferrario: "Questo corso, iniziato in estate per passione, per gioco o anche per divertimento, può diventare quello che si farà come professionisti tra qualche anno nella vita. Provando, sperimentando e seguendo anche i consigli e ringraziando anche per le critiche, perché sono quelle che fanno crescere".

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Alla presenza dei giovani del corso, la piazza ho accolto - intervistato da Pedro Armocida, giornalista e Direttore del Pesaro Film Festival - l’intervento di Luigi Ballerini, medico e scrittore per ragazzi: «Il cinema non è per la scuola, deve sempre più entrare nelle scuole. Perché l’ispirazione e le idee per i soggetti, per i libri, per il film vengono dalle esperienze fatte nelle vita. Auguro ai ragazzi di Opera Prima di essere curiosi e impiccioni, vi invito ad ascoltare le chiacchiere in autobus o di sbirciare i messaggi che qualcuno manda in pubblico a qualcuno, tanto se scrivo in pubblico non è colpa vostra».

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La cultura è di casa a Lecco durante il festival: non solo quella cinematografica, ma anche quella letteraria portata dal Premio Lucia - in collaborazione con Egea, main sponsor del Lecco Film Fest - alla carriera: destinataria è la psicoterapeuta Maria Rita Parsi: «La letteratura deve parlare ai bambini e alle donne».

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"Proprio queste ultime - ha fatto notare Tiziana Ferrario - sono state in prima linea durante la pandemia su tanti fronti caldi”. La cinepresa, in mano alla giornalista e regista Laura Battaglia, ha portato il festival e i lecchesi in Yemen con il documentario “Yemen nonostante la guerra”, proiettato sullo schermo del Nuovo Aquilone. "Lo Yemen è noto per la più grave crisi umanitaria al mondo, ormai incancrenita dopo lo scoppio della guerra civile nel 2015. Ancora più difficile è raccontare storie di vita oltre la guerra, attraverso le quali rendere protagonisti uomini e donne che lottano ogni giorno per sopravvivere e costruire una società più giusta".

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Per realizzare "ciò che fa bello il mondo", le donne devono prendersi le opportunità, ma anche poterle avere: ecco perché nell’incontro "Verso le pari opportunità: appunti per una rivoluzione" la critica cinematografica Angela Prudenzi, critica cinematografica, ha raccontato: "Solo il 12% dei finanziamenti pubblici per realizzare un film va a donne e solo il 21% dei finanziamenti Rai. Solo il 9,2% di film realizzati da donne vengono distribuiti. Le produttrici sono il 25%, e le sceneggiatrici il 14,6%". Ci sono anche dati positivi che raccontano come i film che arrivano ai festival e ottengono i premi sono firmati da registi uomini nel 17% dei casi, mentre quelli delle donne il 33%.

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Il cinema è cultura e il turismo a Lecco sta cercando di ripartire proprio da questo legame che il territorio rinsalda con espressioni culturali: nell’incontro dedicato al tema sono intervenuti Giovanni Cattaneo, assessore all’attività territoriale del Comune di Lecco e Fabio Dadati, presidente di Lariofiere che ha dato la seguente visione: "Prima di vendere un prodotto o un territorio devi dargli un’anima e una coerenza. In questa fase ci servono persone che scrivono e raccontano il territorio, che raccontano la nostra anima, quello che ci caratterizza. Una delle caratteristiche del nostro territorio è il fare, l’industria, l’artigianato ad esempio".

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La terza giornata del festival è stata chiusa dall’incontro con la regista del film “Miss Marx” - proiettato sugli schermi del Nuovo Aquilone e dell’auditorium della Camera di Commercio - Susanna Nicchiarelli che ha raccontato la sua Eleonor Marx: "L’Ottocento ci appare lontano, ma è meno distante di quanto pensiamo. Mi sono divertita a giocare con costumi e location, ma nella storia di Eleanor ci sono le contraddizioni di ogni essere umano. La sfida principale è stata quella di rapportarmi a dei personaggi realmente esistiti, e molto moderni, le loro emozioni, i sogni, le passioni erano simili alle nostre, anche il loro essere trasgressivi». Come sarebbe oggi Eleanor, se fosse nostra contemporanea? «Sarebbe allora come oggi, protagonista di una storia di libertà e di autoaffermazione".

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