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Da Onno immortala le vette mandellesi dopo averle percorse per oltre 40 anni

Martino Gatti racconta la propria passione per foto e montagne, lanciando anche un appello: «Di recente ci sono già stati distacchi di neve e ghiaccio, e con la temperatura in aumento i rischi sono alti. Prestare la massima attenzione»

«Vedo che stai liberando dall’albero due palloncini». La constatazione dell’operato dell’amico colta in tempo reale e comunicata tramite cellulare, parte da Onno, il paesino lacustre di fronte a Mandello del Lario. Qui abita Martino Gatti, da dove spazia a 360 gradi con il suo “occhio lungo” a scrutare le amate montagne che ha percorso in lungo e largo per oltre quarant’anni.

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Dai 2.410 metri di altitudine dove si erge il Rifugio Brioschi ai 1.515 della Capanna Elisa e altre località montane del mandellese sono sotto costante attenzione del fotografo amatoriale onnese. Armato del suo telefonino supportato da una particolare lente che ne esalta la nitidezza dell’immagine, serve anche da monito in questi giorni agli escursionisti a rinunciare alle salite in quota minacciate dai distacchi nevosi.

Anche il sindaco Riccardo Fasoli attraverso i social, ha postato le motivazioni di pericolosità di slavine generate da accumuli di neve in sommità e convogliate a valle con l’avvento dei climi favorevoli. Martino Gatti, da perfetto conoscitore del territorio mandellese, enumera nomi e pericolosità dei canali ricettori delle masse nevose che vi si depositano. Risalendo anche ad annate lontane nel tempo.

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Esercitazione del Soccorso alpino nella zona di San Pietro al Monte

«Vivendo ad Onno, giornalmente dò un'occhiata. Nei giorni scorsi ci sono già stati parecchi distacchi e con la temperatura in aumento ce ne saranno altri». Sentenzia il nostro fotoamatore. E del Rifugio Elisa, di proprietà del Cai Grigne Mandello ha un ricordo ancora vivo nella sua memoria storica, ricorda: «Una sola volta, tra gli anni '60 e '70 è scesa in un solo colpo una scarica abbondante che per le sue grosse dimensioni ha prodotto uno spostamento d’aria che ha divelto il camino posto sul tetto della capanna». Affermazioni queste che vanno a rafforzare le raccomandazioni del primo cittadino di Mandello del Lario, dalla cui frazione in Rongio prende avvio il sentiero che porta alla struttura montana ai piedi del Sasso Cavallo eretta nel 1926. Una meta, nei racconti di Gatti «che i nostri vecchi hanno sempre snobbato dal raggiungere fin dopo la Pasqua per i problemi di cui parlavamo».

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Questa volta l'occhio lungo dell’onnese guarda alla tutela della sicurezza degli escursionisti unita alla full immersion nella visione, dalla sponda opposta del lago, di tutti quei sentieri percorsi per oltre quarant’anni, coronati da albe e tramonti spettacolari.

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(Si ringrazia Alberto Bottani per la collaborazione)

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