Antonioli in scia a Maguet per il record di ascesa e discesa sul Gran Paradiso

I due compagni dell'Esercito migliorano il tempo precedente: Maguet firma uno stratosferico 2h02'32, l'atleta dei Piani Resinelli 2h10'32". «Soddisfatto, dieci minuti sotto il primato che durava da 25 anni»

Daniel Antonioli sul Gran Paradiso (Foto Stefano Jeantet)

Daniel Antonioli firma un'altra impresa sportiva. Nella giornata di martedì l'atleta del Centro Sportivo dell'Esercito, nativo dei Piani Resinelli (già campione di wintertriathlon, scialpinismo e asso dello skyrunning), ha attaccato il record di ascesa e discesa del Gran Paradiso insieme al compagno di squadra Nadir Maguet.

Quest'ultimo ha ritoccato il primato precedente, che apparteneva a Ettore Champrétavy, con un tempo di 2h02'32", mentre Antonioli ha impiegato 2h10'32". Imprese ai limiti, affrontando quasi duemila metri di dislivello positivo fino ai 4.061 metri della vetta tra sentieri, rocce e il ghiacciaio, e poi giù di nuovo in picchiata.

ZaCup 2016, Antonioli e Dragomir dominano la Skyrace del Grignone

«Tutte le estati ho corso un po' di skyrace - spiega Antonioli a Lecco Today - Quest'anno, per ovvi motivi, non è stato possibile e avevo voglia di trovare stimoli dopo il covid. In tanti hanno organizzato eventi simili, caccia a primati per sopperire alla mancanza di gare. Conosco bene il Gran Paradiso perché militare a Courmayeur, ho visto che il record durava da 25 anni, 2h 21'. Sapevo di essere in grado di farlo, la prima idea infatti era di andare da solo. Poi ho sentito che Nadir Maguet, mio compagno dell'Esercito, voleva tentarci, quindi abbiamo provato entrambi lo stesso giorno». 

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La partenza è avvenuta martedì alle 6.30. Maguet è stato un fulmine. «Il tempo di Nadir è difficilmente ripetibile, 2h02', e soprattutto i 31' in discesa. Io sono soddisfatto (2h 10') perché ho migliorato il precedente ma non ho stabilito quello assoluto - prosegue Antonioli - La difficoltà di correre sul Gran Paradiso, nonostante sia semplice come montagna, è che si tratta di un quattromila. Voglio ringraziare colleghi e amici che ci hanno aiutato con tutte le norme di sicurezza, perché in cima e sul percorso poteva succedere qualsiasi cosa. Cosa farò ora? A fine agosto parteciperò a una gara a Zermatt poiché il calendario italiano è fermo».

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