Il ministro Speranza in visita agli ospedali lecchesi: «Obbligo vaccinale? Norma da far rispettare»

Accompagnato dall'assessore regionale Letizia Moratti e dal dg Paolo Favini, il ministro della salute si è recato a "Mandic" e "Manzoni"

Importante visita istituzionale agli ospedali "Manzoni" di Lecco e "Mandic" di Merate, dove ha fatto capolino il minisitro della salute Roberto Speranza, accompagnato da Letizia Moratti, vicepresidente di Regione Lombardia, e Paolo Favini, dg di Asst Lecco. «Nel Pnrr», il Piano nazionale di ripresa e resilienza «che è la grande occasione del Servizio sanitario nazionale, perché prevede l'investimento di circa 20 miliardi, ci sono le risorse per fare un salto in avanti» nella logica di un'assistenza di prossimità: «Quattro miliardi, quindi una cifra enorme, sono investiti sull'assistenza domiciliare». Queste sono le parole con cui il ministro ha iniziato il proprio breve punto stampa all'esterno del nosocomio meratese.

«Caro Ministro, avremmo voluto parlarle dei problemi della sanità ma non siamo stati invitati all'incontro»

Queste risorse «noi dobbiamo usarle bene - ha sottolineato il ministro - facendo rete, valorizzando le esperienze migliori che ci sono. E provando a tenere insieme sia il lato più classico dell'assistenza domiciliare del medico e dell'infermiere che vengono a casa, sia il lato dell'utilizzo delle nuove tecnologie, delle reti, delle innovazioni che ci sono e che possono rappresentare un valore straordinario». «Oggi più che mai, dopo i mesi della pandemia - ha aggiunto Speranza - abbiamo bisogno di investire sul nostro Servizio sanitario nazionale e di valorizzare il più possibile la parola prossimità. Vorrei che la parola prossimità divenisse chiave del rilancio del nostro Servizio sanitario - ha ribadito - E allora la casa come primo luogo di cura, l'investimento sull'assistenza domiciliare, l'investimento sulle case di comunità e sugli ospedali di comunità. Abbiamo bisogno di un Ssn che il più possibile si faccia carico dei problemi delle persone e vada dove questi problemi ci sono, quindi in una dinamica di prossimità che sia la più forte possibile».

«Obbligo vaccinale? Norma da rispettare»

In merito all'obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, «dobbiamo lavorare perché quella norma venga pienamente rispettata», ha ricordato. «La vaccinazione è la vera, importante, arma che noi abbiamo per chiudere questa stagione così difficile. Oggi supereremo 54 milioni di dosi somministrate. Dobbiamo insistere e lavorare perché questo vaccino è veramente fondamentale se vogliamo metterci alle spalle un passato così difficile».

«Purtroppo la pandemia non è finita. Dobbiamo dire la verità: i numeri ci segnalano, anche in altre parti d'Europa e del mondo, che nonostante una vaccinazione significativa, il contagio può esserci a causa di queste varianti, soprattutto della variante Delta. Questo - ha aggiunto - deve spingerci, ancora di più, a correre sulle vaccinazioni e a mantenere quell'atteggiamento di prudenza, di attenzione e di gradualità che io ritengo essere indispensabile. Dobbiamo continuare sulla strada che abbiamo iniziato il 26 di aprile, che è una strada di gradualità e di grande prudenza - ha insistito il ministro - perché questa battaglia non è ancora vinta e l'insidia delle varianti è un'insidia con cui fare i conti con il massimo dell'attenzione».

«Grande attenzione al territorio»

«Le visite di oggi, con il ministro della Salute, Roberto Speranza, confermano la grande attenzione che, a ogni livello istituzionale, partendo proprio da Regione Lombardia, viene posta verso il territorio e le sue preziose strutture», ha aggiunto il vicepresidente e assessore regionale al Welfare, Letizia Moratti. «Insieme - ha aggiunto - abbiamo potuto apprezzare alcune grandi eccellenze della Lombardia, come il Dipartimento della Fragilità (Difra) e la rete locale delle cure palliative, importanti punti di riferimento del sistema sanitario lombardo. In particolare a Merate negli ultimi anni sono stati investiti 24 milioni di euro e sono stati conclusi interventi per altri 28. Solo nel 2021 abbiamo investito di apparecchiature di alta tecnologia come la colonna laparoscopica che esiste sono il 2 altri ospedali e un angiografo di ultimissima generazione. Vogliamo continuare a investire su questo ospedale».

«Ancora una volta - ha concluso Moratti - abbiamo toccato con mano l’ottimo lavoro e la professionalità che vengono messe in campo ogni giorno. Penso, ad esempio, alla radiologia e all’ecofast domiciliare. E, ancora, all’infermiere di famiglia e di comunità, alla centrale operativa dell’Assistenza domiciliare integrata, alle degenze di transizione subacute, all’ortogeriatria, alla centrale della rete locale delle cure palliative oltre che a tutto quello che viene fatto per continuità delle cure e le dimissioni protette».

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