Baffi (Italia Viva): «Le misure a oggi adottate per sopperire alla carenza di medici di famiglia sono inadeguate»

A lanciare il grido d'allarme è il consigliere regionale. «Molti assistiti devono sceglierlo in comuni diversi da quello di residenza, con conseguente preoccupazione anche dei sindaci»

Patrizia Baffi (Italia Viva)

«Le misure a oggi adottate in merito alla carenza di medici di famiglia in Lombardia risultano ancora inadeguate, in quanto molti assistiti si ritrovano a dover scegliere il proprio medico in comuni diversi da quello di domicilio o residenza, con notevole e crescente preoccupazione sia da parte delle famiglie che dei sindaci dei territori interessati».

A lanciare il grido d'allarme è il consigliere regionale di Italia Viva Patrizia Baffi «Sollecitata dai territori, ho depositato oggi (mercoledì, ndr) una interrogazione con risposta scritta all'assessore per chiedere quali siano le effettive necessità e quali ulteriori azioni intenda mettere in campo».

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«L'allarme sul grave fenomeno, causato dai numerosi pensionamenti in programma che non riescono a essere colmati da nuovi ingressi, era già stato lanciato nel 2018, quando era stato previsto che entro il 2022 sarebbero mancati in Lombardia, una delle regioni maggiormente interessate dal problema, ben 1802 medici di base» evidenzia l'esponente di Italia Viva. «Non ci possiamo permettere, soprattutto in questa delicata fase pandemica, di non dare una risposta adeguata al problema. L'epidemia ha posto ancor più di prima l'accento sulla preziosa attività di sanità pubblica che il medico di famiglia svolge nella comunità, in particolare l'insostituibile e peculiare conoscenza dei singoli suoi assistiti, del loro stato di salute e delle individuali condizioni di rischio».

«Sul tema, che ritengo di fondamentale importanza, avevo già scritto un anno fa anche all'Ats Città Metropolitana per chiedere l'istituzione di un Tavolo di Lavoro in capo all'Ats, che vedesse presenti i principali stakeholder, quale strategia efficace per pervenire alle opportune soluzioni nell'interesse dei cittadini e dei loro bisogni, garantendo così la dovuta assistenza sanitaria», dichiara il consigliere regionale. «Auspico che Regione Lombardia possa introdurre nuove misure soprattutto per i territori maggiormente interessati» prosegue Patrizia Baffi. «Occorre potenziare la medicina territoriale per sostenere e salvaguardare il sistema sanitario e la salute di tutti a partire dai più fragili» conclude.

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