Emergenza Coronavirus, la Cgil di Lecco denuncia le Poste

Dura presa di posizione del sindacato che accusa l'azienda di mancata attuazione delle misure anti Covid-19. Fabio Gerosa, Slc: «Non si stanno seguendo i Protocolli concordati. È un fatto molto grave, visti anche i due casi registrati nel nostro territorio»

«Abbiamo provveduto a denunciare Poste Italiane». Lo annuncia Fabio Gerosa, segretario generale di Slc Cgil Lecco. Alla base dell’azione c’è la mancata applicazione di parte del protocollo condiviso dalle organizzazioni sindacali e parti datoriali lo scorso 14 marzo per contrastare il Covid-19 sui luoghi di lavoro. Sotto la lente di ingrandimento ci sono i centri di recapito presenti in provincia, i posti dove avviene lo smistamento di lettere, raccomandate, atti giudiziari e pacchi. Si continuerà poi per la verifica con i diversificati Uffici Postali territoriali.

Il sopralluogo del delegato Cgil in tre centri di recapito

«Secondo noi, in azienda, non si stanno seguendo le indicazioni di base - spiega il sindacalista - Si tratta di un fatto molto grave, visto anche cosa è successo nella Bergamasca (dove sono morti due lavoratori di Poste per colpa del coronavirus), ma anche nel nostro territorio ci sono stati due casi positivi». Il primo si era verificato a fine febbraio all'ufficio postale di viale Dante a Lecco: il dipendente colpito da Covid-19, residente nel Calolziese, era stato subito ricoverato e gli uffici sottoposti a sanificazione. Il sindacalista Fabio Gerosa ha continuato con i colleghi a tenere alta l'attenzione e a monitorare la situazione, e tra mercoledì e giovedì ha visitato tre centri di recapito.

«Poche mascherine e scarsa sanificazione. In un caso i guanti li ha comprati personalmente il direttore»

«Nei primi due sono entrato per un sopralluogo e ho visto la situazione, mentre nella terza struttura non mi è stato consentito l'accesso e nemmeno la possibilità di avere un'informativa relativa all'aggiornamento sull'applicazione del protocollo Covid-19, un comportamento improprio e reticente, contrario alle numerose richieste di collaborazione e trasparenza inoltrate alla società di Poste italiane - racconta - Dove ho potuto controllare di persona ho visto che il protocollo non è applicato, in tutto o in parte. Non ci sono soluzioni idro-alcoliche per tutti, la pulizia giornaliera è approssimativa e la sanificazione periodica è pressoché inesistente e non si sa quando sarà effettuata. Le mascherine sono poche e già deteriorate, i guanti mancano, salvo in un caso in cui il direttore li ha comprati personalmente. Peraltro non è stato ancora costituito il comitato che controlli la corretta applicazione del protocollo. Si tratta solamente di alcuni esempi, ma che dimostrano come non si stia lavorando sufficientemente per contrastare il virus».

«Ho già contattato carabinieri e Ats»

Per questo Gerosa ha deciso di ricorrere alle denunce. «Ho sentito i carabinieri, l’Ats e ho provveduto a segnalare questi fatti alla Prefettura. In questo momento serve agire e applicare da subito e rigorosamente quanto obbligano i DPCM e il protocollo di regolamentazione del contenimento Covid-19, continueremo a sorvegliare nelle prossime ore a sorvegliare e denunciare qualsiasi mancanza o omissione».

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