Coronavirus, i sindacati lecchesi: «Più uniformità e chiarezza nelle regole»

Cgil, Cisl e Uil hanno scritto al prefetto: «Seguiamo con la massima attenzione l'emergenza anche sul territorio e teniamo i nostri uffici aperti seguendo le indicazioni di Stato e Regione»

La sede di Cgil e Cisl in via Besonda a Lecco.

«Le segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil stanno seguendo con la massima attenzione l’emergenza Coronavirus nel Lecchese. Le sedi e i servizi dei tre sindacati sono aperti in tutta la provincia, consapevoli del ruolo e del servizio pubblico e sociale svolto sul territorio. Tutto questo attenendosi alle disposizioni del ministero della Salute e del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, per aiutare a contrastare la diffusione del virus».

L'intervento firmato da Riva, Pavan e Monteduro

L'annuncio porta la firma dei Segretari generali della Cgil, Cisl e Uil di Lecco. Diego Riva, Rita Pavan e Salvatore Monteduro hanno fatto sapere di aver anche scritto una lettera al prefetto per fare presente alcune problematiche legate al mondo del lavoro, tra cui quella dei genitori che devono andare al lavoro e non sanno a chi affidare i propri figli in questi giorni in cui le scuole sono chiuse. Più in generale, i dirigenti dei tre sindacati lecchesi chiedono indicazioni più chiare e univoche alle autorità competenti. 

«Dalle aperture degli sportelli ai dispositivi di protezione: servono indicazioni univoche»

«Abbiamo inviato anche una lettera al prefetto di Lecco Michele Formiglio per segnalare necessarie e urgenti disposizioni generali, sia nel settore pubblico che privato - proseguono i tre dirigenti sindacali - Tutto questo anche per evitare comportamenti difformi, che generano ulteriore ansia e potenziali conflitti. A protezione sia dei lavoratori sia dei cittadini vi è la necessità di indicazioni univoche e della fornitura di dotazioni di dispositivi di protezione. È fondamentale che nelle Pubbliche Amministrazioni e nelle imprese che svolgono servizi di pubblica utilità, vengano definite disposizioni uniformi da parte datoriale anche in ordine alle aperture o chiusure di sportelli».

«C'è il problema dei genitori che, con le scuole chiuse, non riescono a recarsi al lavoro non avendo alcuno che si prenda cura dei figli»

«Abbiamo inviato una missiva alle associazioni datoriali sottolineando la problematica legata ai genitori che, a fronte della chiusura delle scuole, si trovano nell'impossibilità di recarsi al lavoro, non avendo alcuno che possa prendersi cura dei figli. A tale proposito confidiamo e auspichiamo che le imprese favoriscano forme alternative al lavoro in azienda (lavoro agile, telelavoro o altro) per conciliare le esigenze familiari con quelle lavorative. Le nostre strutture sindacali territoriali sono ovviamente a disposizione sia nella gestione dei rapporti con lavoratrici e lavoratori, sia per ulteriori canali di informazione con cittadine e cittadini. Abbiamo apprezzato la sensibilità e la celerità dimostrate dalle istituzioni, ma abbiamo manifestato la necessità di attivare maggiori confronti con le parti sociali, anche a livello territoriale, per raggiungere maggiore sinergia e forza allo scopo di una migliore collaborazione per risolvere il problema».

«Facilitare l'accesso alla cassa integrazione ai lavoratori in difficoltà. Aiuti anche alle Partite Iva»

«Cgil, Cisl e Uil, a livello nazionale e regionale, stanno portando avanti proposte per tutelare lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, attivando un fitto dialogo con il governatore lombardo Attilio Fontana, con la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Nuzia Catalfo e con la ministra della Funzione pubblica Fabiana Dadone, per affrontare congiuntamente le ricadute sanitarie, economiche e sociali dell’emergenza. Le Organizzazioni sindacali chiedono di rendere disponibili su tutto il territorio lombardo uguali tutele per le lavoratrici e i lavoratori per i quali le autorità competenti abbiano disposto la sospensione dal lavoro. Chiediamo alla Regione di farsi parte attiva nei confronti del Governo affinché gli ammortizzatori sociali esistenti (Cassa integrazione ordinaria e Fondo d’integrazione salariale) vengano opportunamente modificati rispetto a criteri di accesso, durata massima, utilizzo pregresso e affinché venga resa disponibile immediatamente anche la Cassa integrazione in Deroga a partire dall’utilizzo degli avanzi di gestione delle risorse residue degli scorsi anni, o richiedendo un fondo nazionale ad hoc».

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«No al diffondersi di un clima di allarmismo e panico»

«Chiediamo l’individuazione di una misura a tutela dei lavoratori autonomi, collaboratori e partite iva, ugualmente coinvolti dagli interventi restrittivi della attività lavorativa. Riteniamo utile potenziare e facilitare lo smartworking, chiedendo anche di anticipare i tempi del bando regionale rispetto a quelli attualmente previsti (per il prossimo 2 aprile). In una fase delicata come quella che stiamo attraversando Cgil, Cisl e Uil si impegnano, come sempre, a dimostrare massima responsabilità e spirito di servizio, contribuendo al non diffondersi di un clima di allarmismo e panico, aiutando le istituzioni a gestire la situazione in caso di necessità».

Anche un lecchese positivo al Covid-19

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