«Elezioni a Lecco, si abbia il coraggio di esprimere apertamente le proprie intenzioni su teleriscaldamento e forno inceneritore»

La lettera di un gruppo di cittadini «impegnati da anni sul fronte ambientale e dei beni comuni» per chiedere posizioni chiare ai candidati in merito ai due delicati temi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

«Siamo un gruppo di cittadini impegnati da anni sul fronte ambientale e dei Beni Comuni. Pur essendo residenti in vari comuni del lecchese non possiamo non dirci più che interessati alla tornata elettorale del capoluogo, proprio in ragione del suo peso, non solo politico, rispetto al Territorio.

Stiamo per questo monitorando in particolare quello che giornalisticamente qualcuno ha definito come uno dei temi cardine di questa campagna: l'annosa questione del teleriscaldamento e conseguentemente le sorti del forno inceneritore di Valmadrera, al capolinea dell'attuale sistema di gestione dei rifiuti.

Essendoci già pubblicamente espressi a vario titolo su questa spinosa vicenda che ha in sé una pluralità di aspetti assai delicati per la collettività non possiamo non registrare, con oculato interesse, alcune prese di posizione di realtà dell'associazionismo ambientalista (ad esempio i Circoli provinciali di Legambiente) come anche di alcuni candidati (5 stelle e Lista per Corrado Valsecchi sindaco, entrambe, pur in modo diverso, critiche rispetto al percorso intrapreso).

Quello che non comprendiamo è perché gli altri due candidati (Gattinoni e Ciresa e le rispettive coalizioni) si siano  ben guardati sinora dall'esprimere esplicitamente e pubblicamente il loro punto di vista.

Tatticismo? Riedizione in terra manzoniana di un “DonAbbondismo” in salsa moderna? Difficoltà ad avallare apertamente quanto sinora portato avanti dall'Amministrazione uscente, in ragione soprattutto del notevole disagio sicuramente producibile dalla messa sottosopra di arterie viarie già gravemente spesso intasate dal traffico?

Non è dato saperlo ma, se è intuibile che la coalizione di Ciresa possa voler avallare la realizzazione  del Teleriscaldamento (peraltro l'unico progetto rimasto è ancora “sospeso” al vaglio dell'iter di approvazione)  e quindi, non pronunciandosi, non voglia esporsi in termini di consenso agli inevitabili effetti di una scelta quantomeno impopolare per le conseguenze sopra accennate, meno comprensibile è il silente atteggiamento della coalizione che sostiene Gattinoni.

In ragione soprattutto del fatto che all'interno di essa abbia voluto non casualmente evidenziarsi una componente apertamente dichiaratasi ambientalista (“Ambientalmente”) ma anche una sino a ieri apertamente e pubblicamente contraria al Teleriscaldamento (“Con la Sinistra Cambia Lecco”).

Quindi condividendo l'appello (non solo di Legambiente) ai candidati  per pronunciarsi apertamente, perlomeno per rispetto dei cittadini - viste le implicazioni - non solo del capoluogo, ci aspettiamo che questi delicatissimi temi divengano oggetto di esplicita trattazione anche nel corso dei vari dibattiti pubblici, a partire da quelli mediatici.

Del resto sono questioni che la dicono lunga sulle rispettive effettive visioni “politiche” al di là delle facili enunciazioni di principio. Una specificazione da parte nostra: chi dovesse assumersi la responsabilità di avallare ulteriormente percorsi  di alimentazione di un eventuale impianto di teleriscaldamento con fonti solo apparentemente “pulite” e “sostenibili” in alternativa al forno, rischierebbe quantomeno di rappresentare “la foglia di fico” per mantenere il forno stesso  in vita per molti anni ancora.

Non possono costituire soluzioni accettabili fonti di alimentazione quali le biomasse o presunti “teleriscaldamenti  leggeri e di prossimità ” (di piccole dimensioni e potenze), fondatamente incompatibili con le attuali strutture del forno inceneritore. Il fatto sarebbe ancor più reso stridente in ragione  di vie alternative realmente virtuose e sicuramente più salubri già praticate in altri territori, con incenerimento quasi completamente messo al bando e senza ricorrere a discariche.

Una reale lungimiranza ambientale, compresa quanto prima l'eliminazione delle emissioni di Co2 del forno, una delle maggiori fonti di inquinamento atmosferico provinciali , passa anche e soprattutto attraverso queste “scelte di campo”. E se è giusto che i Cittadini, approfondendo in proprio o in gruppi, si possano formare delle reali opinioni su materie così dirimenti, è altrettanto doveroso che siano messi in grado di valutare  preventivamente  le intenzioni di chi potrebbe rappresentarli. Visto che si fa un gran parlare di crisi climatica e  vie “green” non più procrastinabili».

I sottoscrittori

Enzo Venini di Colico

Salvatore Krassowski di Cernusco Lombardone

Paolo Dell'Oro di Ballabio

Dal Lago Aldo di Colle Brianza

Germano Bosisio di Oggiono

Rocco Miraglia di Castello di Brianza

Livia Mastrini di Dorio

Lucio Vaccani di Galbiate

Roberto Fumagalli di Sirone

Sandro Magni di Lecco

Fabio Casadonte di Colico

Cesare Panzeri di Oggiono

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