Pizze e colazioni "sospese" per il personale ospedaliero che lotta contro il Coronavirus

Lanciata una campagna di donazioni sul web, già raccolti più di mille euro. «Un piccolo gesto che vuole essere una restituzione a medici e infermieri che lavorano senza sosta»

Una raccolta fondi per garantire colazioni e pizze "sospese" al personale sanitario che senza sosta sta affrontando l'emergenza Covid-19 in ospedale.

Dopo l'iniziativa spontanea di una donna lecchese che nei giorni scorsi ha pagato le pizze al reparto Corona-Ria (ex Rianimazione), come sottolineato da Sabina Baggioli, infermiera al Manzoni, in un toccante messaggio, ne è scattata una di solidarietà e gratitudine: su gofundme.com è infatti attiva una raccolta fondi per contribuire a pizze e colazioni sospese per l'ospedale di Lecco.

La raccolta fondi: ecco come contribuire

In poco tempo i lecchesi hanno dimostrato ancora una volta il loro volto più sincero e umano, donando già più di mille euro. «Quando ho visto il post di Sabina, ho subito chiamato mia sorella che lavora nel settore sanitario - spiega Paolo Trezzi, promotore dell'iniziativa - Così come quella signora si è commossa per l'enorme lavoro che medici e infermieri stanno affrontando, ho pensato che sarebbe stato bello "restituire" qualcosa da parte nostra per ringraziarli. Ho visto che online non era difficile avviare una campagna di donazione, così ho contattato il reparto di Corona-Ria per capire come fare e a quale pizzeria solitamente ordinassero, poi ho soltanto chiesto a me e ai cittadini di interporsi... tra il forno e la cassa».

La pizzeria è "Rida" di Lecco, attualmente chiusa ma operativa esclusivamente per rifornire l'ospedale. Le colazioni, invece, vengono sospese al bar "Sirio" interno alla hall del Manzoni. «Il nostro ruolo è stare a casa e sostenere il personale medico che sta lottando in condizioni difficili, senza sosta, per aiutare tutti i pazienti che sempre più rapidamente arrivano in ospedale - conclude Trezzi - Medici e infermieri hanno bisogno di mangiare, di riposarsi, ma anche di sentire vicina la popolazione. Questa è una piccola restituzione nei loro confronti».

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