Termovalorizzazione, in Consiglio la relazione del comitato: «La metà dell'energia diventerà riscaldamento»

Il professor Mario Raimondi, presidente nominato dal Comune di Valmadrera, ha presentato in aula l'attesa relazione stilata dal Comitato in merito all'impianto di Silea e a quello di termovalorizzazione

Mario Raimondi, a destra, con il presidente di Silea Salvadori

Si torna a parlare con insistenza del teleriscaldamento a Valmadrera. Il tema è tornato di stretta attualità durante il Consiglio comunale tenutosi mercoledì sera all'interno della sala di via Fatebenefratelli, dove un buon numero di cittadini si è assiepato per prendere visione della relazione stilata dal comitato tecnico scientifico di Silea. A esplicarla, attraverso le slide, il professor Mario Raimondi, presidente, nominato dal Comune di Valmadrera, del comitato tecnico-scientifico. Raimondi, accompagnato dal Dg dell'azienda Peverelli, ha illustrato lo studio condotto su impianto e termovalorizzatore: «L'inquintamento termico attuale è derivato dal 79% dei rifiuti non riciclabili che viene disperso nell'ambiente, l'energia elettrica prodotta dai rifiuti non riciclabili deriva solamente dal 21% che non viene sprecato. Questa è una questione ancora aperta, con il teleriscaldamento puntiamo ad innalzare la percentuale di energia prodotta dai rifiuti al 55%, che sarà utilizzata come riscaldamento durante la stagione fredda; solo il 13%, contro il 63% attuale, sarà disperso nell'ambiente».

Tra le possibili fonti del termovalorizzatore citate da Raimondi sono citate le biomasse, il solare termico, i cascami energetici (scarti di produzione) provenienti dalle attività industriali e la pompa di calore fatta funzionare con l'acqua di lago.

Lo studio condotto dal comitato

Per quanto riguarda lo studio condotto dal dott. Massimo del Guasta di Firenze sul particolato atmosferico (PM2.5), «durante la stagione invernale l'impatto dell'inceneritore sui valori risulta irrilevante - si legge nella relazione -, poichè le fonti più importanti sono rappresentate dalle fonti di riscaldamento e dal traffico veicolare, con un impatto modesto da parte dell'impianto di smaltimento rifiuti per incenerimento. Per quanto riguarda la parte estiva, nessun picco di PM2.5 è imputabile ai camini Silea, l'impatto dell'inceneritore sui valori medi e di picco registrati alle tre centraline è risultato irrilevante per tutto il periodo di osservazione luglio-agosto 2018».

Raimondi ha illustrato anche l'intervento di sostituzione del turbogruppo del termovalorizzatore, la sostituzione della griglia di combustione e della torre di lavaggio fumi della linea 1, decantandone «i benefici in termini di affidabilità, durata ed efficienza». Rispetto al 2017, i livelli di ossidi di azoto prodotti da linea 1 e linea 3 «sono diminuiti di oltre il 20% grazie alla sostituzione del materiale catalittico del sistema DeNOx, effettuato nel dicembre 2017 sulla linea 1 e nel marzo 2018 sulla linea 3». Nel complesso, durante l'anno 2017 sono stati avviati 100.532.122 chili di rifiuti alla termovalorizzazione, che hanno prodotto 77.144.803 kWh di energia elettrica.

Rifiuti solidi: le scorie (ceneri pesanti) raooresentano il 16% dei rifiuti totali inviati alla termovalorizzazione, trattati da «società specializzate che separano e recuperano la parte metallica e la parte inerte, quest'ultima viene riutilizzata in edilizia. Lo 0,04%, parte non recuperabile, va in discarica previa l'ulteriore stabilizzazione». In breve, «l'impianto è monitorato e gestito in maniera efficiente e sarà sottoposto a ulteriori interventi migliorativi, che porteranno a risparmio energetico, riduzione di rifiuti in entrata e utilizzo di fonti rinnovabili».

consiglio comunale valmadera 27 novembre 20193 Mauro Dell'Oro-2

Il dibattito in Consiglio sul termovalorizzatore

Alla lettura della relazione ha fatto seguito il dibattito in aula. Ad aprilo Mauro Dell’Oro di Ascolto Valmadrera: «Questa presentazione mi ha quasi convinto, il forno inceneritore sembra una macchina magica che fa sparire i rifiuti e produce energia elettrica. Dove finisce, però, il restante 80% dei rifiuti prodotti? Secondo l’Ispira solo il 20% rimane come cenere, inoltre vorrei ricordare che la materia non si distrugge mai. La conformazione orografica del nostro territorio non permette la distribuzione degli inquinanti emessi dall’inceneritore. Gli studi dimostrano chiaramente che c’è un’incidenza delle emissioni nel rischio di contrarre determinati tipi di tumori. Avrei voluto sentir parlare anche di questi dati, signor Raimondi». Prende parola Flavio Nogara (Lega): «Non sono state presentate le criticità rilevate, mi aspettavo che qualcosa in tal senso venisse evidenziato. Mi sarebbe piaciuta un’analisi degli audit effettuati». 

Così Gudio Villa (Ascolto Valmadrera): «Si presuppone, quindi, una continuazione del funzionamento del forno inceneritore, contrariamente a quanto pensa e vorrebbe la stragrande maggioranza dei valmadreresi». A rispondergli è il Sindaco Antonio Rusconi: «Saranno bruciate 75mila tonnellate nel corso del 2019, i dati non danno variazioni notevoli. Sono del parere che il Comune, che su questi temi ha sempre dialogato con i Comuni vicini, ha sempre dato la sua disponibilità per un tavolo con la Regione, che non ha mai messo in discussione la continuazione della vita dell’impianto. Io posso fare solo le cose possibili. Il bilancio comunale, preciso, sta in piedi anche con 150mila euro in meno rispetto alle previsioni fatte sull'utilizzo di 100mila tonnellate di rifiuti. L’analisi epidemiologica, consigiere Dell'Oro, va inoltre citata nella sua completezza, di fatto la posizione di Valmadrera, Civate, Malgrate e Galbiate rispetto alle particolari malattie non è strategica, per usare un termine brutto». 

«In una combustione - conclude Raimondi - tutto ciò che contiene carbonio dà vita a delle volatilizzazioni. Per quanto riguarda il trattamento del rifiuto si sta facendo un grande lavoro sull’economia circolare, all’interno del quale entrano a far parte gli scarti della combustione. Non abbiamo scritto una pagina del “libro cuore”, ma solo come funziona effettivamente l’impianto e i risultati che dà, il nostro problema è che non ci fidiamo di questi studi. La tecnologia ha fatto progressi straordinari ed è seguita da persone competenti».

Il prossimo 9 dicembre, infine, avverrà l'apertura delle buste contenenti le offerte relative alla gara per la realizzazione dell'impianto di termovalorizzazione.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Lecco celebra il patrono San Nicolò

  • Ristoratori egiziani donano l'incasso all'ospedale di Lecco: «Il nostro grazie alla vostra sanità»

  • Tragico incidente sull'A9: morto Claudio Zara, Direttore Sanitario di Synlab San Nicolò Como e Lecco

  • Gli occhi della Prefettura sul "Cermenati": messi i sigilli con "un'antimafia" al bar del centro

  • Bimba nasce prematura in casa, intervento dei soccorsi a Vendrogno

  • Nuovo digitale terreste 2020: cosa cambia per gli utenti

Torna su
LeccoToday è in caricamento