Martedì, 26 Ottobre 2021
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Il coraggio di Mario: «In piena pandemia ho sentito il bisogno di mettermi in proprio»

Il 38enne di Rogeno ha avviato un'attività di idraulico, fondando la Termoidraulica MC: «Non ho paura, se hai voglia di metterti in gioco il lavoro non manca. La famiglia mi sostiene»

«Nessuno, nella mia famiglia, aveva mai avuto il coraggio di aprire un'attività autonoma. Lo scorso anno, in piena pandemia, mia moglie mi ha spronato a farlo. E ho deciso di provarci». Mario Colombo, 38 anni di Rogeno, ha preso il coraggio a piene mani e nel periodo più duro per tutti, con la crisi del Coronavirus, ha lasciato il ruolo di socio di minoranza di un'attività idraulica e proseguito da solo, «per crescita personale e arricchimento professionale».

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Nessuna paura di eventuali salti nel buio, Mario le ossa se le è fatte a sufficienza. «Lavoro in questo ambito da quando avevo vent'anni, dopo avere frequentato l'istituto professionale - spiega - Con il mio ex datore di lavoro sono stato 18 anni, gli ultimi cinque da socio. Sento di avere fatto il mio percorso di crescita e con il passare degli anni ho avvertito la necessità di aprire un'attività mia, per gestirmi nel migliore dei modi». In gran parte contano gli stimoli personali: «Ho voglia di far fatica, mi sarei potuto sedere ma non ho voluto farlo - ammette - Non è un discorso economico, quanto di motivazioni. Sono il più piccolo di cinque figli, tutti grandi lavoratori, come mio padre, scomparso lo scorso novembre; nessuno, però, ha mai aperto la propria attività e così a un certo punto ho sentito il bisogno di farlo, per lasciare qualcosa ai miei figli».

Il più grande ha quattro anni, mentre lo scorso agosto sono nate due gemelle. «Lavorare per me stesso mi permette di aiutare mia moglie, dalla quale ho sempre ricevuto supporto e collaborazione. È fondamentale, oltre che per l'appoggio morale e la fiducia che sa infondermi, anche per il lavoro di segreteria».

«In vent'anni la professione è cambiata»

La professione di idraulico è cambiata parecchio in due decenni, non la passione. «Apprezzo il rapporto con i clienti, le innovazioni e i nuovi sbocchi - prosegue - Per questo frequento spesso corsi di aggiornamento. Ho la fortuna di avere lavorato bene negli anni e di essermi portato dietro un portfolio di clienti, ma non avevo neanche l'attrezzatura e ho dovuto affrontare diversi investimenti per partire. Cosa è cambiato? Quando ho iniziato, a vent'anni, si lavorava anche il sabato. Poi, pian piano, la necessità si è ridotta sempre più, sino a otto ore al giorno. Negli ultimi due anni c'è stato parecchio da fare anche perché con gli incentivi del 110% la richiesta non manca, per cui mi sento di ringraziare lo Stato. La pandemia non ci ha impedito di lavorare, di fatto non ci siamo mai fermati, ma c'è difficoltà nell'approvvigionamento dei pezzi di ricambio. Capita che occorra aspettare un mese e mezzo per un miscelatore. Una volta non accadeva, ma molto dipende anche dalle persone che sono diventate più esigenti nelle scelte».

Il futuro è roseo? «Ho fiducia - chiosa Mario Colombo - Clienti, parenti e amici mi hanno fatto tutti i complimenti, spronandomi ad andare avanti a testa alta: significa che nella tua vita hai dimostrato qualcosa».

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