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Vaccino ai 40enni? Fontana frena: «Non vogliamo fare sparate»

Il governatore non apre alle prenotazioni da lunedì 17 maggio come in altre regioni. E da Roma potrebbero arrivare più dosi di AstraZeneca

Attilio Fontana il giorno della sua vaccinazione REGIONE LOMBARDIA

Non è ancora tempo di allargare la platea dei "vaccinandi". Non in Lombardia. In vista del 17 maggio, giorno in cui le regioni italiane potranno aprire le prenotazioni per il vaccino anti covid agli over 40, il presidente lombardo, Attilio Fontana, predica serenità. Parlando a "24 Mattino" su "Radio24", il governatore ha sottolineato che la macchina regionale è ormai messa a punto - e anzi è costretta a viaggiare sotto ritmo - e ha provato a fare un punto della situazione sui giorni che verranno. 

«La regione sta viaggiando a un ritmo eccellente. Rispettiamo tutte le indicazioni e i numeri da Roma, potremmo andare molto oltre quei numeri ma purtroppo dobbiamo tenere conto dei vaccini a disposizione», le parole del numero uno del Pirellone. "Il generale Figliuolo ci ha detto di viaggiare intorno alle 85mila e anche ieri le abbiamo usate», ha sottolineato Fontana, rimarcando poi che «con la nostra organizzazione potremmo inoculare 140, 150mila dosi al giorno». 

Vaccini agli over 40, quando in Lombardia

Quindi ecco il passaggio sull'apertura delle prenotazioni per gli over 40. «Non vogliamo fare sparate, vogliamo fare le nostre cose con coerenza. Le agende sono state riempite da 50enni e 60enni. Dopo il 20 maggio, se arriveranno nuove dosi, valuteremo. Dopo il 20 maggio possiamo pensare a un allargamento», ha ribadito il governatore. 

Al momento, quindi, in Lombardia continuano a poter prenotare insegnanti, "fragili" di qualsiasi età, caregiver e over 50, mentre per la fascia dei 40enni bisognerà aspettare un'altra settimana, almeno. 

Più AstraZeneca in Lombardia?

Il presidente è poi tornato sul tema AstraZeneca, il siero anti covid che al Sud è poco "gradito", tanto che nei frigoriferi ci sono migliaia di dosi e tanto che alcune regioni del Nord avevano chiesto al commissario nazionale, il generale Francesco Paolo Figliuolo, di poter avere quelle dosi.

«Avere le dosi di AstraZeneca dalle regioni del Sud che usano di meno il vaccino? È una richiesta che ho fatto formalmente. Il generale Figliuolo ritiene che queste compensazioni spettino alla struttura commissariale. Noi dal primo momento ci adeguiamo alle decisioni del commissario e le rispettiamo. Ci ha detto che stanno facendo le valutazioni del caso. Noi lombardi abbiamo il grande merito che utilizziamo anche AstraZeneca, io stesso mi sono vaccinato con AstraZeneca ed è stata un'ottima scelta», ha commentato il governatore. 

Fontana sui colori delle regioni

In conclusione, il governatore ha poi detto la sua sul possibile cambiamento degli indicatori per decidere i colori delle regioni. L'obiettivo è «cercare di individuare dei parametri che siano più semplici e di applicazioni più coerente che si riferiscano a situazioni oggettive e non un po' artefatte», l'idea di Fontana.

«Noi abbiamo pensato a un cambiamento, di mettere da parte il famoso Rt, che poteva avere un senso a inizio pandemia ma che non fotografa la situazione. Abbiamo sottolineato l'importanza dell'incidenza e abbiamo chiesto di tenere in maggiore considerazione l'indice di occupazione degli ospedali e delle terapie intensive», ha concluso il presidente lombardo. 

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