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Vaccinazioni: in Lombardia «eseguite seimila inoculazioni, il totale sale a diecimila». Dati diversi dal Ministero

Mentre l'assessore al welfare Giulio Gallera è accerchiato e rischia di "saltare", dal Pirellone arrivano i dati sulle vaccinazioni eseguite

Nelle strutture sanitarie della Lombardia, nella giornata di lunedì 4 gennaio, sono state effettuate oltre seimila vaccinazioni anti-Covid. Il dato complessivo sale quindi, in totale, a quasi diecimila somministrazioni dall’inizio della campagna, superando la soglia del 10% rispetto alle dosi attualmente in dotazione. A comunicare i dati, nella serata odierna, è stata Regione Lombardia. «I referenti della campagna vaccinale delle varie aziende lombarde stanno in queste ore completando, come avviene quotidianamente, le procedure di trasmissione alle autorità nazionali dei dati riferiti all’attività svolta oggi», spiegano dal Pirellone.

I dati, però, discordano da quelli riportati nel "Report Vaccini Anti Covid-19" aggiornato costantemente dal Ministero della Salute: alle 19.33, su 128.880 vaccinazioni eseguite in Italia, 6.116 inoculazioni sono state eseguite sul territorio regionale rispetto alle 80.595 dosi consegnate (7,6%).

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Gallera accerchiato: rischia l'assessorato

Bufera su Giulio Gallera, assessore al welfare di regione Lombardia, finito al centro delle polemiche dopo alcune frasi sulla campagna di vaccinazione anti covid e ormai scaricato - o quasi - anche dalla sua stessa maggioranza.

«Chi utilizza delle graduatorie riferite a tre giorni, di cui uno festivo, per continuare a cavalcare polemiche pretestuose, dimostra assenza di responsabilità istituzionale e politica - sono state le parole di Gallera, e ancora - Nei giorni delle festività parte del personale ha goduto di un sacrosanto riposo, visto che dal mese di febbraio, come in nessun'altra regione italiana, è sotto pressione per la violenza con cui il virus ha colpito il nostro territorio. Si prevede una capacità di somministrazione iniziale fino ad un massimo di 10mila dosi al giorno, che potrà essere successivamente incrementata fino a 15mila». Numeri che secondo l'assessore permetteranno di rispettare il piano vaccinazioni, ma che lasciano molte perplessità anche fra gli esponenti della maggioranza regionale.

Una volta lanciato, il boomerang è tornato indietro in tutta la sua forza. Il primo ad attaccare è stato Gianluigi Spata, presidente della Fromceo, la federazione regionale degli ordini dei medici e degli odontoiatri della Lombardia. «Io temo che al di là delle ferie manchi il personale - ha sottolineato all'agenzia Adnkronos - Bisogna assolutamente reclutare medici e infermieri per poter partire in maniera decisa con questa campagna, che non può permettersi ritardi», ha rimarcato il medico.

Quindi è stata la volta del Partito democratico, che da mesi chiede il commissariamento della sanità lombarda. «Siamo di fronte all'ennesima dimostrazione della inettitudine di Gallera, un assessore alla sanità che continua a considerare la pandemia un evento che si può gestire come se fosse ordinaria amministrazione e che per questo da un anno danneggia i lombardi e la loro salute», il durissimo j'accuse di Franco Mirabelli, vicepresidente dei Dem al Senato. «Il fatto che la Lega finalmente se ne sia accorta non esenta il partito di Salvini dalla responsabilità di aver condiviso tutte le scelte e le responsabilità dell'assessore - ha evidenziato l'esponente democratico - Il fallimento della sanità lombarda di fronte alla pandemia è il fallimento di tutto il governo regionale a cominciare dal presidente Fontana».

La Lega, appunto. Perché la vera novità delle ultime ore è che anche gli amici sembrano aver scaricato Gallera. Il Carroccio ha infatti subito fatto sapere che «le dichiarazioni dell'assessore non rappresentano il pensiero del governo della Lombardia», pur sottolineando che «non possono comunque essere strumentalizzate dal governo per accusarci di ritardi nella campagna vaccinale». Ancora più chiaro, se ce ne fosse stato bisogno, il commento di Roberto Anelli, capogruppo leghista in regione: «Non sta né in cielo né in terra la scusante dei medici in ferie. Non possiamo ritardare le vaccinazioni con una giustificazione simile».

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