Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Smog oltre i limiti in Lombardia, venerdì scattano le misure temporanee di primo livello

Coinvolti dal provvedimento della Regione tutti i comuni con più di 30mila abitanti e quelli aderenti su base volontari. A Lecco non calano i giorni di Pm10 fuori parametro rispetto al 2020

Smog, scatta il campanello d'allarme dopo un buon avvio di 2021. Da venerdì 22 gennaio saranno introdotte le misure temporanee di primo livello in tutti i comuni della regione con più di 30mila abitanti e quelli aderenti su base volontaria. In tutte le province lombarde, infatti, è stato superato per il quarto giorno consecutivo il limite di 50 µg/m³ di Pm10.

Tuttavia in generale si osserva una situazione meno critica rispetto al 2020, quando al 20 gennaio i giorni di superamento erano stati 18 a Milano, 16 a Cremona e Pavia, 2 a Lecco. Nel 2021, dall'inizio dell'anno, i giorni di superamento sono 6 a Milano e 9 a Cremona e Pavia, 3 a Lecco. La situazione migliora dunque in molte città, ma non a Lecco.

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I divieti entrati in vigore

Le misure temporanee di primo livello sono attive sul traffico. Nei comuni con più di 30mila abitanti e in quelli aderenti su base volontaria in Fascia 1 e 2 si applica il divieto di utilizzo delle autovetture di classe fino ad Euro 4 diesel (comprese quelle dotati di filtro antiparticolato) dalle 8.30 alle 18.30.

Per quanto riguarda il riscaldamento e l'agricoltura, le limitazioni si applicano, non solo ai Comuni con più di 30mila abitanti, ma a tutti i Comuni interessati dall'attivazione delle misure. Le ricordiamo: divieto di utilizzo di generatori di calore domestici a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) con emissioni inferiori o uguali a 3 stelle. Sono confermate anche: il divieto assoluto di combustioni all'aperto (residui vegetali, falò rituali, barbecue e fuochi d'artificio, scopo intrattenimento, etc?) e il limite delle temperature all'interno degli edifici a 19° C (con tolleranza di 2° C).

Infine è convalidato il divieto di spandimento dei reflui zootecnici, salvo iniezione diretta o interramento immediato. Si raccomanda inoltre la massima adozione dello smartworking.

La rilevazione quotidiana

I dati sulla qualità dell'aria vengono esaminati ogni giorno, come pure viene data comunicazione in maniera tempestiva della cessazione delle limitazioni temporanee. Come previsto dalla d.g.r. n. 3606 del 28 settembre 2020, qualora si registrino valori al di sotto della soglia, uniti a previsioni metereologiche con condizioni favorevoli alla dispersione degli inquinanti, oppure valori sotto soglia per due giorni consecutivi.

Cattaneo: «La qualità dell'aria è migliorata»

«Dal 2015 a oggi la qualità dell'aria in Lombardia è migliorata, e dal 2018 la media regionale dei valori del Pm 2.5 è al di sotto del limite europeo di 25 µg/m³». Lo afferma l'assessore all'Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, commentando lo studio condotto dai ricercatori dell'Università di Utrecht, del "Global Health Institute" di Barcellona e del "Tropical and Public Health Institute" svizzero. Studio pubblicato sulla rivista "The Lancet", secondo il quale Brescia e Bergamo hanno il tasso di mortalità da particolato fine (Pm 2.5) più alto in Europa.

«Abbiamo approfondito le analisi e le conclusioni emerse dallo studio - dice Cattaneo - e possiamo rilevare alcune osservazioni. In prima battuta, lo studio fa riferimento a dati vecchi, che risalgono al 2015. Come già segnalato dai sindaci della città interessate. I dati di Arpa Lombardia documentano come dal 2015 al 2020 le concentrazioni del Pm 2.5 si sono ridotte in tutta la Lombardia. In particolare nelle stazioni di Bergamo e Brescia si è registrata una riduzione del 20%».

«Il miglioramento della qualità dell'aria registrato in questi anni in Lombardia - prosegue Raffaele Cattaneo - è anche frutto di un impegno di Regione che prosegue da oltre due decenni. Nel Piano regionale degli interventi per la qualità dell'aria (Pria) abbiamo adottato un complesso di politiche che agiscono su diversi fronti. Dalla mobilità al riscaldamento a biomasse: che incide molto di più sulle emissioni di particolato. Fino alle emissioni provenienti dagli spandimenti in agricoltura, che generano particolato secondario. Ma iI nostro impegno per una migliore qualità dell'aria non si ferma qui. Abbiamo appena messo in campo quest'anno 100 milioni di euro di incentivi per sostituire i veicoli più inquinati a livello pubblico commerciale e privato, per agire sugli impianti di riscaldamento degli edifici pubblici, per installare colonnine di ricarica elettrica. E altre iniziative di questo tenore».

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