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Merate, un programma di aiuti ai bisognosi con i compensi "tagliati" del Sindaco

L'amministrazione collaborerà con Cav e caritas

Il Comune di Merate e le associazioni a favore dell'inclusione sociale: a partire dal novembre e fino a giugno 2016, l'amministrazione mette in atto un piano contro povertà ed emarginazioni, di cui faranno parte anche Caritas e Cav.

Si tratta, in buona sostanza, di un programma di aiuti economici e di inserimento sociale e occupazionale rivolto a famiglie e persone in condizioni di povertà, con un reddito insufficiente a far fronte a spese abitative, utenze domestiche e alimentari. Non solo: l’iniziativa prevede anche un supporto alle strutture cittadine che accolgono i cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.

«L’investimento ha lo scopo di offrire una qualità di vita più dignitosa ai cittadini in difficoltà - spiegano da PiùMerate, lista civica a supporto del sindaco Massironi - con azioni che mirino al recupero, alla costruzione e all’incremento di competenze personali legate alla cura del sé, alle gestione abitativa ed economica per un reinserimento nel mondo del lavoro. Il soggetto che beneficerà del contributo dovrà sottoscrivere un sintetico programma d’aiuto che prevede impegni personali volti a favorire l’uscita dalla condizione di povertà e percorsi di valorizzazione e delle sue capacità».

L'intervento costerà al comune 21mila euro, di cui 5mila andranno al Cav e 16mila alle quattro sezioni meratesi della Caritas (Pagnano, Novate, Sartirana e Sant’Ambrogio - Merate Centro): denaro che, fa sapere il Comune, «deriva da economie provenienti dalla rinuncia da parte del Sindaco degli emolumenti per la carica ricoperta».

«Una volta raccolte le richieste di sostegno saranno valutate da un tavolo di lavoro composto dai rappresentanti delle parti coinvolte - spiegano ancora dalla civica - Il criterio di priorità è il sostegno alle famiglie con reddito insufficiente a coprire le spese primarie (affitto, mutuo, alimentazione, luce, gas , acqua, servizi educativi e sportivi). La quantificazione del sostegno è determinata attraverso la tabella del minimo vitale utilizzata dal servizio sociale di base.  I progetti e le spese sostenute dovranno poi essere rendicontati. La Caritas e il Cav potranno integrare l’importo del sostegno economico da erogare con risorse proprie e valorizzare maggiormente l’intervento anche grazie al prezioso contributo dei volontari».

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