Nuvole arancioni nei cieli della Brianza: è l'effetto "Rayleigh"

In tanti, nella serata di Pasquetta, hanno osservato l'affascinante fenomeno. Il meteorologo: «È dovuto alla diversa quota degli strati di nubi»

Le nuvoli arancioni sopra Olginate (Foto Remigio Morelli)

In tanti le hanno avvistate nel cielo a Pasquetta, segnalandole sui social network. Diversi lettori ci hanno scritto, incuriositi dall'affascinante fenomeno atmosferico: le nuvole arancioni.

Le foto che vi proponiamo sono state scattate da Remigio Morelli - lunedì intorno alle ore 19 - dalla propria abitazione a Olginate, sul confine con Garlate. «Le ho notate in cielo e sono corso a prendere il telefono per immortalarle - spiega - Non capita spesso di osservarle, mi sono parse decisamente inconsuete e meritevoli di qualche scatto». Queste nuvole dalla colorazione particolare, naturalmente, non sono state osservate soltanto a Olginate, ma anche in diversi comuni della Brianza. Sui social network qualcuno si è avventurato in spiegazioni suggestive, per esempio pulviscolo di sabbia del deserto trasportato dalle correnti.

La parola all'esperto

Ci siamo posti la domanda: da dove nasce questo fenomeno? L'abbiamo così inoltrata a Roberto Azzoni, meteorologo che gestisce il noto, accurato sito di previsioni Abbadiameteo. Ed è arrivata puntuale la spiegazione scientifica. «Nessun apporto significativo di sabbia sahariana nel giorno di Pasquetta - chiarisce subito - Quella colorazione è tutto merito dell'effetto Rayleigh. In pratica al tramonto, la radiazione solare deve attraversare l'atmosfera per oltre 150 km in quanto il sole è basso all'orizzonte (a mezzogiorno la luce fa solo 10-15 km di atmosfera prima di giungere sulla superficie terrestre). Questo lungo tragitto assorbe molte lunghezze d'onda dello spettro di radiazione solare, eccetto il rosso/arancione. Di conseguenza al tramonto le nubi si colorano di questa tonalità. La diversa quota delle nubi, come nel giorno di Pasquetta quando gli avamposti della perturbazione stavano già interessando le nostre zone, hanno fatto sì che la colorazione di esse non fosse omogenea a tutte le quote, dando questo effetto scenografico».

In altri casi è la sabbia del deserto

Diverso, invece, è l'effetto delle nubi causate dalla sabbia del deserto. «In quelle situazioni siamo di solito al cospetto di cieli uniformemente coperti da nubi (strati) con tonalità molto meno decise - prosegue Azzoni - Sicuramente in alcuni casi, però, il pulviscolo può giocare un ruolo determinante nel generare tramonti spettacolari (vi ricordate a fine ottobre scorso?) ma non è questo il caso».

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