"No alle munizioni nel Parco del Curone", petizione contro il deposito della Fiocchi

Diverse associazioni del territorio raccolgono firme contro la realizzazione del deposito nell'area dismessa di Via Giotto a Lomagna. Già raccolte più di 500 adesioni

La locandina "manifesto" del Comitato

Si presenterà ufficialmente mercoledì, in una conferenza stampa, il neonato Comitato "No alle munizioni nel Parco del Curone", di cui fanno parte diverse associazioni aderenti alla Tavola della Pace di Lecco: il Comitato provinciale Arci Lecco, La Colombina di Casatenovo, Progetto Mondo Mlal di Casatenovo, Les Cultures di Lecco, Mani Tese di Bulciago e il circolo Arci La Lo.Co. di Osnago.

Durante il battesimo del Comitato, a Casatenovo, sarà presentata inoltre la petizione "No alle munizioni nel Parco del Curone", diffusa per promuovere, informano gli organizzatori, «una politica e una gestione del territorio etica e ecologica contro la realizzazione del deposito di Fiocchi Munizioni Spa di Lecco presso l'area industriale dismessa di via Giotto, nel Comune di Lomagna, all'interno dei confini del Parco Regionale di Montevecchia e dalla Valle del Curone».

A oggi il documento ha suscitato grande interesse sul territorio ed è stato già sottoscritto da più di cinquecento cittadini.

La petizione del Comitato

Questo il testo contenuto nella petizione (disponibile a questo indirizzo).

Facciamo riferimento alla scelta di acconsentire l’insediamento di un deposito di munizioni della Fiocchi Munizioni Spa di Lecco, presso l'area industriale dismessa di via Giotto, nel Comune di Lomagna, all'interno dei confini del Parco Regionale di Montevecchia e dalla Valle del Curone.

Noi non condividiamo tale decisione, innanzitutto per motivazioni etiche.

Ogni scelta politica, anche se tecnicamente corretta, non può prescindere da considerazioni etiche. Siamo convinti che ogni attività umana vada responsabilmente valutata in base agli impatti che comporta sui diritti fondamentali della persona.

È infatti innegabile che le munizioni vengano prodotte per colpire esseri umani e costituiscano un sicuro volano alla diffusione delle guerre, essendo commercializzate con pochissime restrizioni e controlli.

È inoltre una pessima idea pensare di bonificare un'area industriale dismessa, rimuovendone i pericoli per la salute pubblica, sostituendola poi con un'attività potenzialmente più pericolosa, definita dalla legge come "insalubre di classe prima" (D.M: 5 settembre 1994) e esposta a "rischio di incidente rilevante" (D. Lgs. 26/6/2015 n. 105 - Direttiva Seveso). Esiste perciò un evidente contrasto con gli obiettivi di salvaguardia dei valori naturalistici per cui il Parco del Curone è stato creato.

In più, a breve distanza dall'area interessata, esiste un'altra azienda che produce sostanze chimiche pericolose che, in caso di incidente al futuro deposito di munizioni, potrebbe causare il cosiddetto "effetto domino", moltiplicando notevolmente i rischi.

La legge italiana (artt. 23 e 24, D. Lgs. 26/6/2015 n. 105), in questi casi, impone un confronto pubblico che assicuri la partecipazione dei cittadini nel processo decisionale, partecipazione che sollecitiamo ad attivare.

Per queste motivazioni chiediamo di rinunciare alla realizzazione del deposito di munizioni, scelta sbagliata e dannosa per un territorio che non merita di associare il proprio nome ad una produzione così controversa, in aperta contraddizione con l’impegno di molti Comuni e Associazioni per la diffusione di una cultura di pace e di rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo.

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