menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
La Sindone di Torino

La Sindone di Torino

In trance davanti alla Sindone, parla la lecchese indemoniata: "Vi spiego il mio dramma"

La donna racconta i momenti davanti al Sacro Lino e chiarisce: "La mia possessione è accertata dall'Arcidiocesi di Milano"

«Non sono io che dico di essere posseduta, ma il fatto è stato accertato e comprovato da tre differenti esorcisti autorizzati dall’Arcidiocesi di Milano»: a parlare è la signora lecchese che la scorsa settimana avrebbe avuto una crisi di possessione a Torino, durante una visita alla Sindone esposta per i fedeli all'interno del duomo.

La donna ha scritto una lunga lettera al quotidiano Repubblica.it, nella quale, chiedendo di mantenere l'anonimato, racconta come sono andate le cose, e gli esorcismi cui si sottopone da mesi per liberarsi del maligno.

«La crisi di possessione, che effettivamente ho avuto, non si è verificata davanti alla Sindone, ma allo scadere del tempo della visita, mentre eravamo invitati all’uscita - scrive la donna - le persone che mi hanno accompagnata lì, alcuni volontari del centro esorcismi di Milano che ben conoscono la mia situazione, appena hanno capito che iniziavo ad avere reazioni si sono affrettati a portarmi fuori dalla chiesa. È qui che ho avuto la crisi di possessione (...) Ho pregato per giorni il Signore perché mi permettesse di pregare almeno alcuni minuti dinnanzi al Sacro Lino, l’ho pregato con tutto il cuore. Sono riuscita a stare lì dinnanzi per tutto il tempo che il Signore mi ha concesso, sentivo i pugni e gli artigli di Satana che mi volevano sopraffare in ogni istante ed è stata durissima».

La lecchese spiega anche, nella missiva, che la lingua in cui si è trovata a parlare suo malgrado è l'aramaico: «Non ho mai vissuto in paesi dove si parlasse l’aramaico o qualche strana lingua, e per le lingue sono sinceramente negata. Ho fatto i controlli psichici e non ho alcuna particolare malattia. I miei parenti non hanno mai pensato che “ci fosse di mezzo il diavolo”, al contrario all’inizio è stato arduo far comprendere la realtà della mia condizione».

Gli esorcismi che le vengono praticati da nove mesi a questa parte, racconta ancora la donna, uniti alla sue fede starebbero avendo esiti positivi: «In questi nove mesi di agonia, sono comunque riuscita a condurre una vita normale agli occhi dei più, mantenendo il mio lavoro da libera professionista e i rapporti interpersonali. Chi non sa non penserebbe certo che possa essere proprio io quell’“indemoniata che si scatena davanti alla Sindone”».

Leggi la lettera integrale su Repubblica.it

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Attualità

    Nasce la via fittizia "via Sogni di Gianni Rodari n. 1000"

  • social

    Mangiare etnico a Lecco

  • social

    Personaggi illustri lecchesi: Giuseppe Bovara

Torna su

Canali

LeccoToday è in caricamento