rotate-mobile
Mercoledì, 21 Febbraio 2024

Spaccio e violenza lungo l'Adda: un sistema nato nei boschi e in riva al fiume

Il modus operandi visto nel Cremonese è lo stesso combattuto nel Lecchese: nelle aree verdi si vive un mondo parallelo fatto d'illegalità e tanti soldi. L'intervista al colonnello Giuliano Gerbo, comandante provinciale dei Carabinieri di Cremona

Spaccio di droga, armi, violenza. Soldi, tanti soldi. Distese verdi d'illegalità come tante volte abbiamo raccontato per casi che hanno riguardato direttamente i boschi della Valsassina, quelli a margine della Ballabio-Morterone o, più spesso, della Strada Statale 36. Stavolta il filo ci lega al Cremonese lungo il "nostro" fiume Adda e il Po: nel cuore della Bassa Lombardia si sono concentrati anche gli sforzi dei carabinieri lecchesi, che hanno lavorato insieme a quelli delle province di Milano, Cremona, Treviso e L’Aquila per smantellare un sistema ben radicato e violento, basato una lotta lotta per la spartizione degli spazi particolarmente cruenta e svolta tra campi di mais e alberi. Luoghi da proteggere a qualunque costo e ogni sgarro era da punire duramente.

Spaccio di droga lungo l'Adda, arresti anche a Lecco

I militari del Comando nostrano hanno operato insieme ai colleghi della Bassa Lombardia, rintracciando sei persone nelle rispettive abitazioni o nelle carceri in cui erano reclusi, arrestandoli e accompagnandoli presso le carceri di Milano, Lecco, Treviso e Avezzano. Nell’abitazione di uno di loro sono state trovate la somma di circa 8mila euro, ovvero i guadagni derivanti dall'illecita attività di spaccio, e diverse dosi di cocaina.

Spaccio di droga lungo l'Adda: arresti nel Lecchese

Le accuse nei confronti degli ammanettati sono di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni aggravate e rapina aggravata. Altri otto sono ancora ricercati perché senza fissa dimora o perché, nel frattempo, sono riusciti a rientrare nel paese di origine: per loro i carabinieri del Nucleo Investigativo di Cremona hanno già attivato le procedura di ricerca anche all’estero. Nel complesso l’attività di indagine ha permesso di identificare e di indagare in stato di libertà anche altre 27 persone dedite allo spaccio, tutte nordafricane, nonché di segnalare all’autorità amministrativa settanta acquirenti.

L'indagine "Maishish" contro lo spaccio di droga

L’indagine “Maishish”, che prende il nome dalla crasi delle parole mais – i campi luogo abituale di spaccio - e hashish - la sostanza più venduta - costituisce “l’esito di un articolato percorso investigativo condotto del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Cremona che ha consentito di verificare la perdurante operatività, nel 2021 e nei primi mesi del 2022, di gruppi di spacciatori nelle campagne e nelle aree boschive della provincia e di acquisire un grave quadro indiziario condiviso dal Gip nella sua ordinanza restrittiva”. L’indagine è iniziata a seguito di una violenta aggressione avvenuta il 4 maggio 2021 nelle campagne di Ferie di San Bassano e Crotta d’Adda (Cremona): in quell'occasione un cittadino straniero era rimasto vittima di violente percosse e di una rapina, compiute da una decina di connazionali per motivi legati strettamente al controllo del traffico di sostanze stupefacenti e delle piazze di San Bassano e Crotta d’Adda. Quel giorno i militari erano stati informati della presenza di un uomo ferito nei pressi di una cascina. L’uomo era stato trovato dopo una battuta di ricerca tra la vegetazione lungo la sponda del fiume Adda e in fin di vita: era stato ferito con un martello e con pugni su varie parti del corpo, riportando la frattura di un arto, ferite varie e un trauma cranico. Gli aggressori si erano anche impossessati del suo telefono cellulare e del suo portafoglio. Un regolamento di conti.

Non un caso isolato, anzi. La sera del 20 giugno 2021, sempre a Crotta d’Adda, un cittadino straniero, dopo ad essere stato minacciato con una pistola e con un coltello da alcuni connazionali, aveva cercato la salvezza gettandosi da un ponte nelle acque del sottostante fiume, riuscendo a scappare agli aggressori con cui, poco prima, aveva partecipato all'attività di spaccio di droga. L’aggressione era avvenuta perché, dopo avere venduto cocaina ed eroina per quattro giorni consecutivi, alla sua richiesta di tornare alla base della banda a Milano era stato accusato di volerli derubare.

E poi, il 16 ottobre 2021 altri due cittadini stranieri erano stati vittime di violente percosse e rapine da parte di alcuni connazionali nei comuni di Spinadesco e di Crotta d’Adda. Anche queste aggressioni trovavano il loro movente in questioni legate al fiorente traffico illecito di stupefacenti in quelle località. Quel giorno una donna di Grumello Cremonese aveva trovato un uomo accasciato a terra davanti alla porta della sua abitazione che chiedeva aiuto dopo essere stato sequestrato e picchiato da dei connazionali prima di riuscire a scappare da una cascina abbandonata.

L’uomo nella circostanza aveva riferito ai militari, chiamati a intervenire, che all’interno di una cascina della località Fornace di Grumello si trovava un altro connazionale ferito nel pestaggio. I carabinieri hanno effettuato un controllo nello stabile dismesso e hanno trovato un uomo con numerose ferite in varie parti del corpo. Una ricostruzione del fatti ha consentito di verificare che i due erano stati accusati di avere rubato una parte dello stupefacente ai loro "datori di lavoro" e per questo motivo erano stati puniti e derubati di telefono, soldi e documenti. Entrambi erano stati colpiti con pugni, calci, bastonate, addirittura con un crick che si tiene in auto e avevano ferite di arma da taglio al volto e al corpo, rottura delle ossa nasali e dello zigomo. Uno di loro ha riportato anche un ematoma subdurale.

La lotta tra le bande di spacciatori

Tre indizi fanno una prova, figurarsi di questa portata. Messi insieme i vari elementi, le forze dell'ordine hanno fatto scattare la macchina investigativa, che ha reso necessarie la mimetizzazione e l'infiltrazione nelle campagne del Cremonese per monitorare le zone di spaccio con lo scopo di riprendere le continue cessioni ai clienti. I militari hanno così delineato con precisione l’esistenza di due gruppi, composti da soggetti nordafricani, “dediti allo spaccio di droga nelle zone campestri della provincia di Cremona e in conflitto tra loro per assicurarsi il controllo delle attività di spaccio”. Non solo: è stato individuato uno degli autori delle tre aggressioni a scopo di rapina aggravata dall’uso di armi. Quest’ultimo, un 34enne, era il capo di uno dei gruppi, personaggio dall'indole “spiccatamente violenta”, pronto a risolvere i problemi all’interno del suo gruppo e nei confronti del gruppo avversario con metodi brutali e drastici.

Le indagini sono proseguire per mesi attraverso l’identificazione dei vari acquirenti di stupefacenti, “facendo emergere un quadro di continue cessioni di dosi di sostanze stupefacenti di vario tipo in varie località rurali della provincia”.

Video popolari

Spaccio e violenza lungo l'Adda: un sistema nato nei boschi e in riva al fiume

LeccoToday è in caricamento