Cronaca Via Mentana, 77

Svastica sulla targa dell'Anpi, «episodio mirato. Non lasciateci soli»

Colpita la sede provinciale di Via Mentana a Lecco, già sporta denuncia. Il presidente Enrico Avagnina: «Non è causale che avvenga prima del Giorno della Memoria. Non si tratta di ragazzate, la politica non sottovaluti il problema»

La targa già ripulita e, nel particolare, il vandalismo

È stata subito rimossa, ma l'affronto alla memoria rimane, con gli interrogativi che solleva su una deriva purtroppo sempre più attuale. La svastica nera apparsa nella giornata di lunedì sulla targa della sede dell'Anpi provinciale in Via Mentana 77 a Lecco fa discutere, perché gesto ignobile, l'ennesimo, per viene perpetrato in prossimità del Giorno della Memoria in calendario mercoledì 27 gennaio.

Purtroppo non si tratta della prima volta, e nei mesi scorsi era accaduto anche in altre zone della città, l'ultimo episodio sui muri del Broletto in Corso Matteotti. È però evidente che colpire la sede dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia, per di più a poche ore da una ricorrenza tanto significativa, acquisisce un significato preciso.

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«L'imbrattamento della nostra targa? Sarà la terza volta che accade - spiega il presidente provinciale di Anpi, Enrico Avagnina - L'ultima volta nel novembre del 2019. Però adesso la concomitanza con la Giornata della Memoria rende l'episodio più odioso delle altre volte. Abbiamo già sporto denuncia ai Carabinieri sperando che si riesca a identificare il colpevole o i colpevoli; dal punto di vista grafico è un tratto particolare e crediamo sia la stessa mano che aveva colpito nelle altre occasioni».

La denuncia è anche e soprattutto culturale. «La facciamo ogni volta che siamo impegnati nelle nostre manifestazioni; in questi giorni abbiamo fornito tutto il materiale agli insegnanti nelle scuole - prosegue Avagnina - La nostra arma è la conoscenza, il ricordo di quanto accaduto, fondamentale perché questi fenomeni di ignoranza purtroppo vanno allargandosi e peggiorano sotto certi punti di vista, vedi quanto accaduto di recente a Savona. Noi da tempo chiediamo un intervento legislativo più preciso, le leggi ci sono ma servono tempi e condanne più rapide. Siamo soddisfatti dal vedere che le inchieste vanno avanti. Servono strumenti per punire queste persone».

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A tutto ciò si affianca un aspetto politico che sempre più spesso, nel 2021, cade in un (inquietante) vuoto. «Alcuni partiti, sindacati e associazionismo sono sensibili alla problematica, sono altre forme politiche a essere disattente, a lasciare questi vuoti di memoria. Oltretutto nei momenti di crisi, come l'attuale, la rabbia e la frustrazione sono più difficili da indirizzare e controllare. Il nostro ruolo è non lasciare cadere il ricordo e tutelare la Costituzione. Nel recente passato qualcuno ci ha visto come radici legate al passato, persino alcuni rappresentanti delle istituzioni durante l'allestimento dei nostri banchetti in Piazza Garibaldi. Ci siamo sentiti un po' isolati. Una simile noncuranza ci fa arrabbiare, vorremmo maggiore considerazione, episodi come l'ultimo non possono essere derubricati a ragazzate o bravate; c'è una costellazione nera che si diffonde tra i giovani attraverso i social network. Speriamo che la situazione lagata al covid ci permetta presto di tornare a fare i nostri "giri di Resistenza" tra Lecco e Brianza, oltre a presenziare nelle scuole».

Anghileri: «L'attenzione non deve scendere»

Sulla vicenda abbiamo raccolto il commento del consigliere comunale Alberto Anghileri di "Con la Sinistra Cambia Lecco", da sempre vicino all'Anpi, che lunedì sera in occasione della riunione dell'Assise cittadina è intervenuto anche sull'episodio. «Ribadisco che è necesssario stare attenti su queste cose, non vorrei che passasse una sottovalutazione del problema, che purtroppo vedo sui social, dove in tanti scrivono che si tratta di ragazzate; ma non lo sono, questi sono fascisti e non è casuale la scelta della data in cui colpire, a ridosso della Giornata della memoria. Bisogna tenere alta l'attenzione su chi ha nostalgia di quest'epoca che per fortuna non c'è più. La cosa più importante è farlo attraverso le scuole».

L'emergenza Covid-19, e le sue misure si distanziamento, non rendono possibili cerimonie pubbliche. «La Festa della Liberazione, il 25 aprile, già lo scorso anno saltò - prosegue Anghileri - ma io spero che quest'anno si possa celebrare pubblicamente, sarebbe un'occasione importante per ribadire l'antifascismo come valore fondante della nostra società».

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