Incontri con gli autori, a Bellano riprende la rassegna "Il bello dell'Orrido"

Riprende la rassegna “Il bello dell’Orrido”, la serie di incontri con gli autori sul tema-ossimoro del titolo, particolarmente legata a Bellano, paese affacciato sul lago di Como e famoso per l’Orrido. Ideata da Armando Besio, l’iniziativa - organizzata da ArchiViVitali, in collaborazione con il Comune di Bellano - era stata sospesa a marzo, e riprende ora con quattro appuntamenti nel rispetto delle nuove norme.

I cinque incontri del 2019 (con Stefano Zuffi, Cristina Dell’Acqua, Gioele Dix, Mauro Novelli e Giorgio Terruzzi) avevano appassionato il pubblico, come quello di apertura del 2020, a gennaio, con l’architetto Mario Botta. I prossimi appuntamenti si terranno sempre al Cinema di Bellano con inizio alle ore 18, con gli opportuni distanziamenti previsti, ed è consigliato di prenotare i posti per una migliore organizzazione della platea all’indirizzo mail: archivivitali@gmail.com  

Le iniziative in programma

Il via è sabato 26 settembre con Chiara Gatti e un incontro che unisce arte e architettura, anarchia e spiritualità. “La collina dei desideri: filosofi, vegetariani e balabiott a Monte Verità” è la storia di una comunità di uomini liberi: intellettuali, artisti, danzatori, filosofi, poeti fuggiti dal caos della vita borghese di inizio Novecento per rifugiarsi in un paradiso anarchico, fedeli solo alla natura e ai suoi umori, in un luogo dello spirito, affacciato a picco sul Lago Maggiore. 

La leggenda popolare li ha battezzati “balabiòtt”, per la pratica del vivere nudi e danzare nel sole. Chiara Gatti - storica e critica dell’arte, direttore di Palazzo Verbania a Luino - collaboratrice di Repubblica, Robinson e de Il Venerdì - racconta quanto i rivolti mistici del loro ritorno alle origini siano densi di significato e cultura. Tanto da attrarre, nel corso del tempo, un fiume di seguaci, pensatori e teosofi che animarono uno straordinario cenacolo multidisciplinare, fervida culla della controcultura europea. Da Herman Hesse a Paul Klee, da Isadora Duncan a Walter Gropius, fino a Carl Gustav Jung che, negli anni Trenta, diede vita all’avventura intellettuale degli incontri di Eranos.

Il cielo dell'equinozio al Planetario di Lecco

Sabato 31 ottobre si prosegue con “L’ossessione della lista. La nostra classifica dei film, dei brani musicali e dei libri”, titolo dell’incontro con Severino Salvemini. Professore Ordinario del dipartimento di Management e Tecnologia presso l'Università Bocconi, è esperto di economia delle istituzioni culturali e editorialista del Corriere della Sera.

Da sempre “sconfinatore” in ambiti non suoi, è appassionato di arte, musica, cinema e cibo. Grazie a due fortunate Rubriche sui magazine Sette Robinson, Salvemini ha poi pubblicato i saggi “Le liste degli altri: la musica amata da 139 italiani” (Castelvecchi 2018) e “Una vita in dieci film: 200 (e più) personaggi famosi intervistati sui film della loro vita” (Castelvecchi 2019). Partendo da qui, Salvemini racconta ad Armando Besio le liste di alcuni personaggi famosi, coinvolgendo il pubblico in sala.

Sabato 28 novembre sarà ospite Edoardo Erba con “Ami” (Mondadori): il romanzo narra la storia di una giovane donna marocchina in fuga verso l’Europa alla ricerca di una vita migliore per sé e per il suo bambino. La storia è ispirata a fatti di cronaca, dentro lo scenario dei problemi culturali e dei conflitti politici suscitati dall’emigrazione contemporanea, ed è scritto in prima persona, con un ritmo incalzante e poetico. Erba, qui al suo esordio narrativo, è uno dei maggiori autori di teatro italiani. Il suo testo più famoso - “Maratona di New York” - è stato tradotto in 17 lingue e messo in scena in tutto il mondo. Marito di Maria Amelia Monti, Erba è molto legato al lago di Como e in particolare a Bellano, paese di provenienza della famiglia dell’attrice. Maria Amelia Monti leggerà brani tratti dal romanzo.

E chiude la II edizione della manifestazione sabato 12 dicembre l’artista Emilio Isgrò con “Quel che resta di Dio - Poesie e cancellature: il Maestro si racconta”. Pittore e poeta, ma anche romanziere, drammaturgo e regista, è uno dei nomi dell’arte più noti a livello internazionale: le cancellature che lo hanno reso celebre hanno aperto a un nuovo modo di intendere il valore della parola, sollevando una questione che va oltre i mondi dell’arte e della letteratura. Ovvero la possibilità della parola umana di sopravvivere in una società dominata dalla comunicazione virtuale. La sua cancellatura ne ha rinforzato la dignità: cancellare non vuol dire distruggere, ma sottolineare le sue oscillazioni in un continuo mutamento che il mondo globalizzato sembra aver dimenticato. Punto di partenza per la conversazione con Armando Besio è la raccolta di poesie “Quel che resta di Dio” (Guanda, 2019).

Il curatore del festival: Armando Besio

Genovese di nascita, Besio si è laureato in Storia dell’Arte con il professor Corrado Maltese presso l’Università di Genova, ha lavorato al Secolo XIX, al Lavoro e al Venerdì di Repubblica, ed è stato responsabile delle pagine culturali milanesi di Repubblica. Collabora con la Milanesiana, la manifestazione culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, ha ideato e dirige d’estate il festival “Zelbio Cult - incontri d'autore su quell'altro tramo del lago di Como”, di cui si è appena conclusa la XII edizione. La rassegna è realizzata grazie al sostegno di: Orrido di Bellano, Torneria Automatica Alfredo Colombo. L'ingresso è libero.

(La foto di apertura porta la firma di Carlo Borlenghi. Sotto, la locandina dell'evento culturale).

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