Carlo Gilardi
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Caso Carlo Gilardi, l'ex vicina di casa presenta un esposto: “È lucido, voglio poterlo salutare”

Claudia Bonariva ha vissuto per trent'anni a fianco dell'ex professore, trasferito a ottobre 2020 presso la casa di riposo "Airoldi e Muzzi"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Mi chiamo Claudia Bonariva e faccio parte del Comitato Libertà per Carlo Gilardi.
Sono certa che tutti voi siate a conoscenza della drammatica vicenda che vede protagonista Carlo Gilardi, portata alla ribalta mediatica dal programma televisivo Le Iene.
Carlo, amico e docente in pensione, venne prelevato il 27 ottobre 2020 dalla propria abitazione di Airuno, a quanto emerge contro la propria volontà, e trasferito in una RSA dalla amministratrice di sostegno. Da quella data è rinchiuso in una RSA, totalmente isolato dal mondo esterno.
Conosco personalmente il professor Carlo Gilardi da oltre trent'anni, essendo stata sua vicina di casa; le nostre abitazioni si trovano a circa 80 metri di distanza l’una dall’altra, sulla medesima via di Airuno.

Sono costretta a parlare al passato, purtroppo, perché da molti mesi, ormai, Carlo non lo posso più vedere... Perchè non gli viene permesso di incontrare nessuno.
Carlo è persona lucida, intelligente e di buon cuore, lo è sempre stato.
Amante della sua umile casa in campagna, a contatto con la natura e i suoi animali, è sempre stato dedito alla beneficenza, tanto che nella sua cittadina viene definito “il benefattore” o “il santo di Airuno”!

Una perizia psichiatrica però, afferma che Carlo, a causa del suo buon cuore e delle sue numerose donazioni, è affetto da una patologia psichica, pur essendo capace di intendere e di volere!
Ho inviato numerose richieste di poter far visita a Carlo presso l’RSA, sempre inspiegabilmente negate dall’amministratore di sostegno.
Nessuno può fare visita a Carlo, nessuno.
L’unica eccezione, incomprensibilmente, è sempre concessa al Sindaco di Airuno. Solo recentemente, dopo numerose segnalazioni, ha ottenuto l’accesso il Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, il quale ha riportato la volontà di Carlo: “Voglio tornare a casa!”
Ma io non scrivo qui oggi per riportarlo a casa. Chiedo molto meno, di poterlo quantomeno vedere e salutare.

Oggi utilizzo questo spazio nella speranza che la mia voce, la sua storia, possano far breccia nella coscienza di qualcuno che possa aiutarmi ad incontrarlo a breve.

Nonostante il mio avvocato abbia recentemente scritto l’ennesima richiesta all’amministratore di sostegno, quest’ultima ha risposto alla missiva chiedendomi di indicarle quale sarebbe il diritto soggettivo che la legge mi riconosce per far visita a Carlo.

Mi chiedo in quale strano mondo siamo precipitati: gli anziani soli possono venire collocati in una RSA e privati per sempre della loro libertà personale.
Guardo con terrore a quello che anche a me, a noi tutti, potrà accadere un giorno.

In una società civile e democratica non è assolutamente tollerabile una così grave limitazione della libertà personale.

In ultimo mi sono rivolta al Pubblico Ministero di Lecco con un esposto ai fini civili, chiedendogli espressamente di poter assumere, in breve tempo, le iniziative che la legge prevede per consentire a Carlo di ricevere la mia visita e dunque il saluto che vorrei portargli a nome di tutti i suoi amici.

Voglio credere che alla fine la giustizia prevalga.

Claudia Bonariva

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